Dopo 20 anni di emergenza ecologica, gli abitanti di questo territorio speravano che fosse arrivato il momento delle bonifiche. Si ritrovano invece con una nuova fabbrica che produce materiale esplosivo. E con un nuovo, ennesimo movimento di protesta.
I Paesi nordici vogliono mandare i sessantenni a scuola
I Paesi nordici stanno prendendo in considerazione l’idea di mandare a scuola i cittadini anziani, e più precisamente di istituire un programma di istruzione obbligatoria per i lavoratori sopra una certa età. Il politico danese socialdemocratico Poul Nielson ha avanzato una proposta formale al Consiglio dei Paesi nordici, che dovrà decidere se accettarla. L’organizzazione sovranazionale include Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, nonché rappresentanze di Groenlandia e Isole Faroe, entrambi territori danesi, e delle Isole Aaland, una regione finlandese a statuto speciale.
Secondo Nielson un’istruzione obbligatoria per gli adulti sopra una certa età è essenziale per rendere l’economia più competitiva. Il politico pensa soprattutto ai sessantenni, che sono troppo giovani per andare in pensione ma spesso non hanno le competenze sulle nuove tecnologie necessarie a partecipare al meglio alle attività produttiva. «Con l’età pensionabile che si va innalzando, le persone che hanno tra i 60 e i 65 anni, e che dunque hanno magari cinque o dieci anni lavorativi ancora davanti a loro, dovrebbero avere l’opportunità di rinfrescare le loro competenze in modo serio. Dovrebbe essere un diritto obbligatorio», ha detto al sito Eu Observer.
Rendere obbligatoria la scuola per la terza età non costituisce un problema, ha aggiunto: «Del resto, il fatto che i bambini e i giovani debbano essere istruiti e che sia una responsabilità della società è un fatto accettato da più di un secolo. In soldoni, si tratta di portare l’istruzione obbligatoria a un nuovo livello».
Un programma di educazione informatica per anziani, Illinois 2003 (Photo by Tim Boyle/Getty Images)
Dopo 20 anni di emergenza ecologica, gli abitanti di questo territorio speravano che fosse arrivato il momento delle bonifiche. Si ritrovano invece con una nuova fabbrica che produce materiale esplosivo. E con un nuovo, ennesimo movimento di protesta.
Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.