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03:11 lunedì 22 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Gli scontri in Irlanda del Nord c’entrano con la Brexit?

19 Aprile 2019

Una giovane giornalista, la ventinovenne Lyra McKee, è stata uccisa ieri sera durante gli scontri a Derry, in Irlanda del Nord. Le autorità ritengono responsabile un gruppo terrorista noto come Nuova IRA, nato da un gruppo di dissidenti dell’IRA contrari all’accordo del Venerdì Santo che nel 1998 ha posto fine ai disordini nell’Irlanda del Nord. Con ogni probabilità, McKee non era il bersaglio diretto della violenza della Nuova IRA, ma è rimasta uccisa mentre documentava gli scontri a fuoco tra Nuova IRA e polizia. Da qualche mese ormai infatti episodi di violenza si stanno verificando in Irlanda del Nord: a gennaio un’autobomba è esplosa a Derry e due pulmini delle poste sono stati dirottati nell’area (anche in quel caso, la Nuova Ira è il sospettato principale).

Come ha spiegato Naomi O’Leary su Politico Europe, la violenza sta tornando in Irlanda del Nord, e questa cosa c’entra con la Brexit. Che, come scrive O’Leary, «non è una causa diretta della violenza, ma sta fungendo da acceleratore». Certo, la violenza non è mai scomparsa proprio del tutto. Come tutti sanno, in Irlanda del Nord c’è stata una guerra civile durata 20 anni, i Troubles (1968-1998), che ha visto contrapposti gruppi, soprattutto l’IRA, che volevano l’unificazione con la Repubblica irlandese, e i lealisti, prevalentemente protestanti, che volevano restare nel Regno Unito. Alla fine degli anni ’90 si è trovato un accordo di pace e da allora la situazione si è molto tranquillizzata, ma una minoranza dei combattenti dell’IRA non ha accettato gli accordi: inizialmente si facevano chiamare la Vera IRA, poi hanno cambiato il nome in Nuova IRA. A partire dal 2018 gli episodi di violenza sono passati dall’essere molto isolati all’essere un po’ meno isolati.

Come hanno notato svariati conservatori, la Brexit sta contribuendo a destabilizzare l’area, perché la Repubblica irlandese fa parte dell’Unione europea, mentre l’Irlanda del Nord dovrebbe uscire dalla Ue insieme alla Gran Bretagna e questo solleva questioni sul confine, perché gli accordi del 1998 hanno introdotto una forte libertà di movimento che è stata resa possibile anche dal fatto che sia Irlanda sia la Gran Bretagna fossero membri della Ue.  Come ha scritto Jamie Smiyh sul Financial Times: «Il voto per l’uscita dalla Ue minaccia la stabilità in Irlanda del Nord, che ha votato per il Remain. Da queste parte i confini sono sinonimo di omicidi e divisioni. Ha spiegato David Frum sull’Atlantic: «Oggi chi vive sull’isola irlandese attraversa il confine con la stessa facilità con cui noi americani attraversiamo i confini tra gli stati. I politici inglesi hanno promesso che non cambierà nulla. Ma cosa succederà quando un rifugiato afgano prenderà un volo per Dublino e poi un autobus per Belfast e da lì un aereo per Londra? Il confine dovrà per forza rafforzarsi».

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