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08:08 mercoledì 5 agosto 2026
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
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Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
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La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.

Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz

Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.

05 Agosto 2026

Il conto della spesa, per una volta, sembrava aver smesso di crescere. L’inflazione alimentare nell’eurozona è scesa dal 2,5 per cento di dicembre al 1,6 per cento di giugno, il livello più basso da metà 2021, merito di un abbondante raccolto di grano nel 2025 e di un surplus di latte crudo che ha fatto scendere i prezzi dei latticini. Ma secondo un’analisi riportata da Euronews, la tregua rischia di essere breve. Stavolta, però, non sarà la guerra in Iran né la crisi nello Stretto di Hormuz a far risalire i prezzi al supermercato nel 2027, ma le ondate di caldo di questa estate.

All’inizio dell’anno il timore era che il rincaro di petrolio e fertilizzanti innescato dal conflitto tra Israele e Iran si sarebbe manifestato negli scaffali dei supermercati entro un anno, il tempo con cui di solito gli shock nel mercato delle materie prime arrivano al consumatore finale. Quell’effetto, secondo le stime di Oxford Economics e Deutsche Bank, potrebbe aggiungere fino a 0,5 punti percentuali all’inflazione alimentare dell’eurozona, ma è già stato ampiamente superato, nei modelli degli economisti, da un fattore molto più difficile da prevedere: il clima. «Pensiamo che le ondate di caldo di quest’estate saranno un motore di crescita dei prezzi alimentari più forte della guerra», ha dichiarato Tomas Dvorak, senior economist di Oxford Economics, in un report citato da Euronews. Il caldo estremo, unito a un El Niño particolarmente intenso, potrebbe aggiungere fino a un punto percentuale all’inflazione alimentare del prossimo anno, portando la stima complessiva per il 2027 attorno al 3 per cento, con un picco atteso nella prima metà dell’anno.

I danni ai raccolti sono considerati ormai inevitabili, anche a prescindere da nuove ondate di calore. Un paper della BCE del 2023, citato nell’articolo, calcola che il caldo estremo del 2022 avesse già spinto l’inflazione alimentare europea di 0,78 punti percentuali verso l’alto, con gli effetti più marcati verificatisi nel Sud del continente. Lo stesso paper riportava che, alle condizioni climatiche attese per il 2035, un’ondata di calore paragonabile a quella del 2022 in futuro avrebbe pesato fino a un punto percentuale intero nell’aumento dell’inflazione alimentare. La ragione è semplice e inquietante: più il clima si scalda, più le colture diventano vulnerabili allo stress termico, e più lo stesso evento meteorologico produce danni maggiori. Il caro-spesa, insomma, non dipende più solo da guerre e mercati: dipende sempre più dal termometro.

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