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13:19 sabato 13 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
Una booktoker ha provato a registrare come marchio lo slogan “hot girls read” e le altre booktoker l’hanno contestata finché non ci ha rinunciato Allie Mitrovich ha pensato che uno slogan che non è di nessuno poteva benissimo diventare suo. BookTok non ha apprezzato l'idea.
È uscito il primo trailer del sequel di The Social Network e sono tutti straniti dal fatto che non c’è Jesse Eisenberg a interpretare Mark Zuckerberg A quindici anni da The Social Network, l'arduo compito di ereditare il ruolo di Zuckerberg passa a Jeremy Strong, la cui trasformazione fisica, segnata da un inedito capello rosso ossigenato, sta già dividendo i fan tra chi grida al colpo di genio e chi rimpiange l'interpretazione originale.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.

Il Trota d’Egitto

Il ballottaggio visto dal candidato dell'esercito: se Tahrir è stata una rivolta contro il figlio di Mubarak

14 Giugno 2012

Circolano voci contraddittorie su Hosni Mubarak, il caudillo egiziano deposto dalla rivolta di piazza Tahrir e recentemente condannato all’ergastolo per avere ordinato di sparare sui civili nei giorni precedenti alla sua caduta. Vecchio e sconfitto, versa in gravi condizioni di salute. C’è chi dice che lo ucciderà la depressione, chi che è già in coma irreversibile. Altri sostengono che rifiuti il cibo, che si lascerà morire di fame. Altri ancora che non sia poi così grave, che la sua malattia è solo una trovata elettorale a ridosso del ballottaggio: sabato e domenica gli egiziani eleggeranno, per la prima volta in maniera democratica, il loro presidente, e l’immagine di un anziano leader moribondo, capace di muovere a compassione, varrebbe qualche punto in più per Ahmed Shafik, un ex primo ministro di Mubarak che spera di guidare il Paese del dopo-Mubarak.

Tra tutti le voci e le indiscrezioni ce n’è una che – fondata o meno – merita una considerazione: si dice che al suo capezzale il leader deposto abbia voluto il figlio minore Alaa, e non Gamal, il primogenito che gli è costato la presidenza.

Gamal Mubarak è il Trota d’Egitto. Hosni vedeva in lui un successore ideale (in realtà pare l’idea fosse della moglie Suzanne). Peccato che i suoi colonnelli non la vedessero allo stesso modo.

Per anni Mubarak padre aveva tentato di spingere prima, e imporre poi, il primogenito come erede del suo regime militare. Gamal però ai vertici dell’esercito non piaceva affatto, inoltre vedevano la sua nomina a delfino come un insulto: dal loro punto di vista, il Paese era governato dalle Forze Armate, non dal presidente. Così era all’inizio. Nel corso della sua dittatura trentennale tuttavia Mubarak si è sempre più allontanato dall’esercito (avvicinandosi, tra l’altro, a polizia e servizi segreti), e la designazione di un delfino è stata, insieme, il risultato e una delle cause di questo allontanamento. Già prima dei disordini a Tahrir, c’era un diffuso malcontento all’interno delle Forze Armate per il “fattore Gamal”.

Che senso ha – si chiederà qualcuno – parlare del fattore Gamal proprio adesso? Per il voto del weekend, i sondaggi prevedono un serrato testa a testa tra Ahmed Shafik, l’uomo del fu regime, e Mohammed Morsi, il candidato dei Fratelli Musulmani, che già controllano il Parlamento. A partire dalla prossima settimana, insomma, l’Egitto potrebbe essere una nazione completamente in mano agli islamisti… ma anche ritrovarsi con un presidente che è un rappresentante della giunta militare che è stata deposta. Potrebbe sembrare un controsenso.

E qui veniamo veniamo al punto. Per come la vedono i generali (e buona parte di coloro che li sostengono), la rivoluzione non è stata contro il regime militare, bensì contro Mubarak e il suo piano di successione.

Questo spiega anche perché, quando i disordini sono esplosi, in un primo momento l’esercito si è schierato dalla parte di Mubarak ma poi dalla parte dei rivoltosi, che in cambio hanno accettato un governo di transizione in mano alle Forze Armate. Secondo alcuni il cambio di bandiera è avvenuto quando i destini erano già segnati e i generali avrebbero tentato, banalmente, di preservare una parte del loro potere saltando sul carro dei vincitori. Ma c’è anche un’altra lettura dei fatti: la rivoluzione egiziana è cominciata come un moto popolare contro il regime, ma è sfociata in un golpe interno al regime.

Mubarak era un uomo dei generali, ma quando ha tentato di imporre il figlio ha perso il loro sostegno. In piazza Tahrir non hanno vinto soltanto i democratici e gli islamisti: in un certo senso, ha vinto anche il regime dei colonnelli. Se Shafik dovesse vincere la loro vittoria sarebbe assoluta.

(Foto: /AFP/Getty Images)

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