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02:46 giovedì 24 settembre 2026
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I Meta Glasses sono talmente odiati che qualcuno si è inventato un’app che si chiama Zuckoff che ti avverte se ce n’è un paio nella vicinanze Si chiama Zuckoff, intercetta le frequenze bluetooth con cui gli smart glasses si collegano al telefono e avvisa chi l'ha installata.
All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata la prima volta che Stati Uniti e Iran si sono incontrati per discutere al posto di lanciarsi solo razzi come prima e dopo il cessate il fuoco di giugno Trump ha parlato per quasi tutto il suo discorso di quanto stia facendo per l'America, il resto è servito a giustificare la guerra con l'Iran.
Sally Rooney è riuscita a far cancellare la costruzione di un data center in Irlanda Un data center contestato dall'autrice di Intermezzo e Persone normali si è appena visto revocare il permesso di costruire per aver violato la politica climatica nazionale irlandese.
La migliore risposta all’uscita di Tajani sulle gonne delle donne sono le immagini AI di Tajani che indossa gonne di ogni foggia, fattura, lunghezza, materiale e colore Il Ministro degli Esteri ha detto che l'affidabilità di una donna è inversamente proporzionale alla lunghezza della sua donna. La shitstorm non si è fatta attendere.
Meta ha bloccato la promozione di un adattamento teatrale di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf in quanto contenente “temi femministi” Il Teatre Raval di Barcellona ha condiviso la surreale conversazione avuta con Meta riguardo alla censura dei post sullo spettacolo: per risolvere la situazione, Meta ha consigliato di eliminare le «parole chiave», in modo che il testo non sembrasse «incoraggiare l'attivismo».
Il nuovo film di Francesco Sossai racconta la storia dei Serenissimi, gli svitati che occuparono piazza San Marco a Venezia con un carrarmato “artigianale” in nome dell’indipendentismo veneto Il film si intitola T, un omaggio al Tanko, il carro armato con cui i Serenissimi volevano liberare il Veneto, o almeno piazza San Marco, dall’invasore italiano.
Amanda Lear ha accusato Miley Cyrus di averle copiato una canzone e ha detto che sia i suoi fan che ChatGPT le stanno dando ragione Con gli hashtag #copycat e #ripoff, Lear ha spiegato su Instagram che Redlight di Miley è una scopiazzatura della sua The Sphinx.

La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista

Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.

28 Luglio 2026

In fondo all’elenco delle cose che non funzionano nell’Odissea di Christopher Nolan, Emily Wilson – la traduttrice inglese dell’Odissea di Omero – ne mette due che sembrano appartenere a un’altra recensione: non ci sono scene di sesso e tutto il cibo sembra orribile. Sopra ci sono le altre, disposte in fila come capi d’accusa. Mancanza di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. Struttura narrativa artificiosa. Sceneggiatura pessima. Nessun personaggio con motivazioni credibili per quello che fa o dice. Il pezzo è uscito su London Review of Books (qui lo riprende il Guardian) e lo firma proprio la studiosa che ha tradotto il poema nel 2017 (e che fu anche lei criticatissima per delle scelte che si allontanavano parecchio dalle precedenti traduzioni dell’opera, come si legge in questo meraviglioso profilo del New Yorker) e che Nolan ha passato l’intero tour promozionale a ringraziare come una fondamentale ispirazione per il suo film.

L’affinità dichiarata era il punto di partenza anche per lei, che insegna studi classici all’Università della Pennsylvania. Sperava che il rapporto di Nolan con i temi omerici lo portasse verso qualcosa di nuovo e verso personaggi più credibili, invece quello che Wilson ha trovato nel film è «la combinazione di magniloquenza e superficialità, con una visione troppo confusa per reggere le idee che il film promette a malapena. A fare le esplosioni e i giganti – concede Wilson – è bravissimo». A Empire, mesi fa, Nolan aveva raccontato di aver costruito l’Ulisse di Matt Damon a partire dal primo verso della traduzione di Wilson, «Raccontami di un uomo complicato» («Tell me about a complicated man»). Wilson chiude la recensione scrivendo che si vergognerebbe di aver scritto anche solo una parte di quella sceneggiatura.

Come scrive Variety, il pubblico non ha gli stessi problemi di Wilson. Il film ha preso una “A” su CinemaScore all’esordio, ha incassato 650 milioni di dollari in tutto il mondo in due settimane ed è già uno dei maggiori successi dell’anno. Wilson lo sa e non fa finta di niente: al Sunday Times ha detto che l’uscita del film è comunque un evento da festeggiare, perché riporta gente in sala, perché torna a far parlare di Omero, e perché forse convincerà qualche dirigente universitario a non tagliare i fondi alle facoltà di Letteratura, Lingue e Storia. Poi c’è l’ultima voce del bilancio: le traduzioni dell’Odissea stanno andando a ruba da quando è uscito il film di Nolan. Anche quella di Wilson.

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