Nei suoi momenti più interessanti il sequel è soprattutto un racconto dello stato del giornalismo di moda. Un settore che in 20 anni è cambiato moltissimo ma non sempre per il peggio, piaccia o no a Miranda Priestly.
Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il Diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo
Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.
È stata una settimana particolarmente felice per il botteghino cinematografico internazionale, con due nuove uscite dimostratesi capaci di portare al sold out i cinema di tutto il mondo: da una parte il biopic dedicato a Michael Jackson, dall’altra il sequel del Diavolo veste Prada. Il Diavolo Veste Prada 2 era atteso come uno delle grandi successi della stagione e non ha deluso, anzi: nel suo primo fine settimana nelle sale ha già incassato oltre 150 milioni di dollari, 77 dei quali negli Stati Uniti. Questo nonostante i grandi studi rimangano restii a puntare davvero su film pensati per il pubblico femminile, anche di fronte a risultati come quelli di Barbie e “Cime tempestose”.
La vera sorpresa però è stata la performance del film in Italia. Al di fuori del mercato statunitense, in nessun Paese al mondo Il Diavolo Veste Prada 2 ha incassato tanto quanto in Italia. Nelle prime 24 ore in sala ha guadagnato più di 3 milioni di euro, nonostante la concorrenza di Michael. Il film è riuscito in soli tre giorni a portare in sala più di un milione e mezzo di spettatori, il traguardo che distingue i successi dalle vere e propri blockbuster, dato che pochi film riescono a raggiungerlo. Complice il tandem con Michael, il 1 maggio 2026 è stato il più ricco di sempre al botteghino italiano, surclassando i dati dal 1995 a oggi.
Un successo impressionante soprattutto se comparato al resto del mercato europeo e internazionale. Il circuito cinematografico italiano infatti è da sempre più piccolo di quello tedesco o francese, Paesi dove molte più persone vanno abitualmente al cinema e dove il box office si attesta stabilmente su numeri più alti. Stavolta invece il botteghino italiano ha staccato e di molto il resto d’Europa. Dopo i primi quattro giorni in sala il film è già a quota 15 milioni di euro, più del doppio di quanto incassato in Germania e in Cina. L’Italia è riuscita a superare anche il Regno Unito in termini d’incassi, nonostante il mercato britannico sia più grande e abbia prezzi dei biglietti più alti.
Il sequel del film cult del 2006 forse ha instillato qualche senso di colpa in chi ha disegnato la campagna promozionale per il suo lancio. Nonostante la pellicola sia ambientata per buona parte in Italia, consumando il suo climax narrativo tra Milano e i laghi lombardi, il cast non ha presenziato il lancio nostrano della pellicola, preferendo concentrarsi sull’Asia e le tradizionali tappe londinesi e losangeline. Una scelta che ha destato parecchio scontento tra fan e addetti ai lavori, ma non ha scalfito minimamente il botteghino.
Nei suoi momenti più interessanti il sequel è soprattutto un racconto dello stato del giornalismo di moda. Un settore che in 20 anni è cambiato moltissimo ma non sempre per il peggio, piaccia o no a Miranda Priestly.
Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.