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09:38 sabato 27 giugno 2026
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

I problemi del guardaroba delle nuove Barbie

29 Gennaio 2016

Che Barbie non se la passasse tanto bene era abbastanza risaputo. Appena un anno fa, c’era stato un rimescolamento generale ai vertici della storica azienda produttrice di giocattoli: l’amministratore delegato Bryan Stockton, infatti, si era dimesso dal suo ruolo in virtù di «una necessità di un cambio di leadership», come spiegava Fortune. Quel cambio era il frutto di diversi fattori, a cominciare da quattro trimestri negativi consecutivi.

Nel 2014, poi, Lego ha superato per la prima volta Mattel – cui fanno capo, oltre a Barbie, anche Fisher-Price e Hot Wheels – ed è diventato il primo produttore mondiale di giochi, mentre sempre nello stesso anno Elsa, la protagonista di Frozen, ha battuto Barbie conquistandosi lo scettro di bambola più venduta (e desiderata) dai bambini. Molto si è scritto sul perché di questo fallimento: non pochi commentatori hanno notato come il modello Barbie -bionda, occhi azzurri, fidanzata di Ken e con un fisico da modella- non fosse più adatto a rappresentare la bellezza dell’oggi, multiculturale e decisamente meno stereotipata. Mentre gli altri, insomma, avevano trovato il modo di adeguare i loro giocattoli alla contemporaneità (basti pensare al caso The Lego Movie), a Barbie si rimproverava di non aver saputo tenere il passo con i tempi.

Le nuove silhouette presentate in questi giorni – curvy, minuta e alta – e di cui tanto si è parlato, provano a porre rimedio a questi problemi e a traghettare Barbie ai giorni nostri. Come dice Robert Best, Senior Director of Design di Barbie, nel video della cover story di Time: «A guardarle così, queste bambole sembrano un gruppo di ragazzine così come potresti incontrarle a spasso con i loro amici, con la loro famiglia, a scuola». Di conseguenza, cambiano anche le misure delle calzature e dei vestiti, che non saranno più prodotti in maniera standardizzata, che poi era uno dei motivi principali per cui la Mattel aveva creato la one-size in prima istanza.

Christina Cauterucci su Slate spiega infatti che «i meccanismi di produzione delle bambole presentano diversi ostacoli quando si parla di body diversity. Tanto per cominciare, parlando di gambe di plastica, è impossibile mantenere la mobilità senza introdurre un irrealistico thigh gap, ovvero lo spazio fra le gambe. Inoltre, la ridotta quantità di materiali presenti in una bambola che costa all’incirca 10 dollari non è sufficiente per rappresentare le imperfezioni della pelle, come la cellulite. E, non da ultimo, per la prima volta il guardaroba di Barbie non sarà uguale per tutte le bambole e quindi interscambiabile. Fatte queste dovute considerazioni, però, le nuove bambole sono un considerevole passo avanti per un marchio cui sono ancora affezionati milioni di bambini nel mondo».

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