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Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.

La prossima serie di Hbo sta facendo arrabbiare molta gente

01 Agosto 2017

Hbo, il prestigioso canale via cavo divenuto sinonimo di serie di qualità e che ha prodotto, tra le altre cose, Game of Thrones  e i Soprano, ha annunciato che sta lavorando a una nuova serie: si chiamerà Confederate e sarà un’ucronia, ambientata in un mondo post-guerra civile americana, dove il conflitto è stato vinto dal sud schiavista anziché dal nord abolizionista. Questo progetto sarà affidato ai due showrunner di Game of Thrones, David Benioff e D.B. Weiss, visto che la popolare serie fantasy si appresta a chiudere i battenti: attualmente sta andando in onda la settima stagione e i produttori hanno annunciato che l’ottava sarà l’ultima.

Non appena il network ha dato l’annuncio, si sono sollevate varie proteste e alcuni attivisti afroamericani, soprattutto donne, hanno lanciato su Twitter l’hashtag #noconfederate: quello che obiettano è il tema stesso della serie, che sarebbe ambientata appunto in un mondo dove gli schiavisti hanno vinto. Tra le questioni che preoccupano, c’è il fatto che la serie possa in qualche modo sfruttare la sofferenza dei neri durante la schiavitù e che dia l’impressione che l’oppressione delle minoranze etniche sia un fatto da relegare nelle ucronie, e non qualcosa che sussiste ancora oggi. Altri ancora temono che uno show del genere rischi di solleticare certe pulsioni razziste, già rafforzate dal clima creato dall’amministrazione Trump.

Le ucronie, o storie alternative, non sono rare in televisione: recentemente la Bbc ha mandato in onda una miniserie, intitolata SS-GB, ambientata in un universo parallelo dove la Germania nazista ha (quasi) vinto la Seconda guerra mondiale e ha occupato militarmente la Gran Bretagna. Il caso di Confederate è però reso particolarmente delicato dal fatto che a capo del progetto è stata messa la squadra di Game of Thrones, percepito come uno show “di bianchi per bianchi”. Inoltre la rappresentazione della schiavitù è un soggetto particolarmente delicato per la televisione americana. Per esempio la serie The Handmaid’s Tale, tratto dall’omonimo romanzo distopico di Margaret Atwood, ha eliminato per scelta ogni riferimento alla segregazione razziale, che invece era presente nel libro: i produttori avevano spiegato che non volevano correre il rischio di sembrare una serie razzista, anziché una serie che parlava di razzismo.

Nell’immagine: La bandiera confederata sventola in un edificio pubblico del South Carolina: nel 2015 la governatrice ha abolito il suo utilizzo (Getty Images)
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