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10:36 lunedì 22 giugno 2026
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.

Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa

Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.

22 Giugno 2026

Una ricerca condotta su 588 mila lavoratori negli Stati Uniti ha riscontrato che lo smart working ha un impatto negativo, notevolmente negativo, sulla salute mentale. Negli ultimi anni, il remote working (solo in Italia lo chiamiamo smart working, per tutto il mondo madrelingue inglese si chiama remote working o work from home) è passato da essere una misura d’emergenza a un pilastro del mercato del lavoro. Basta una cifra a spiegarne la sempre maggiore diffusione: tra il 2019 e il 2026, il numero di persone che lavorano da casa è quadruplicato.

Anche se finora il dibattito pubblico e scientifico si è concentrato quasi esclusivamente sui vantaggi in termini di produttività, di costi aziendali e di salute mentale portati dallo smart working, una nuova e ampia ricerca pubblicata sulla rivista Science racconta una realtà assai più complessa e preoccupante. Secondo lo studio, lo smart working ha un impatto profondamente negativo sulla salute di chi lo pratica, provoca isolamento sociale e danneggia la salute mentale. La ricerca, condotta dalle economiste Natalia Emanuel della Federal Reserve, Emma Harrington di Harvard e Amanda Pallais della University of Virginia, ha analizzato i dati relativi a oltre 588 mila lavoratori americani, attivi tra il 2011 e il 2024. Per evitare il rischio di comprendere nella ricerca persone già predisposte alla depressione, gli studiosi hanno confrontato interi settori lavorativi: da un lato i lavori ad alto tasso di “remotizzabilità”, come programmatori informatici, copywriter, grafici ed esperti di marketing, dall’altro professioni che richiedono necessariamente la presenza fisica, come infermieri o ingegneri meccanici.

Chi lavora da casa trascorre in media un’ora in più da solo ogni giorno rispetto ai colleghi che lavorano in presenza. Ma il dato più allarmante riguarda il tempo libero: chi fa smart working tende a evitare le attività sociali anche dopo l’orario di ufficio, riducendo drasticamente le occasioni di incontro con amici e conoscenti. Per questa categoria, la probabilità di trascorrere l’intera giornata senza avere alcun tipo di interazione “vera e propria” (cioè con l’altra persona fisicamente presente nello stesso spazio e nello stesso momento) con un altro essere umano è altissima, addirittura l’83 per cento. Le conseguenze psicologiche sono ovviamente disastrose: lo studio ha rilevato un incremento netto del malessere emotivo tra le persone che lavorano da casa, un malessere che addirittura raddoppia tra chi vive da solo rispetto a chi almeno condivide la casa con la famiglia. I dati sono confermati dalla frequenza delle diagnosi di depressione, dell’accesso a cure psicologiche e, soprattutto, all’alto consumo di farmaci antidepressivi, aumentato in modo inequivocabile esattamente in quel segmento di popolazione considerato dalla ricerca.

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