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04:37 lunedì 14 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno

Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.

22 Giugno 2026

A Berlino (pure) il jazz ha mollato i teatri ed è finito a ballare nei club. Il tutto è nato nei seminterrati berlinesi attraverso una rete di musicisti che ha iniziato a mescolare l’improvvisazione del jazz con i battiti per minuto della techno.

Un esempio di come questi generi apparentemente lontanissimi in realtà comunichino meravigliosamente è Àbáse, nome d’arte del pianista ungherese Szabolcs Bognár, che ha sempre affiancato lo studio del pianoforte classico alla ricerca di vinili rari – l’arte del crate digging, cioè mettersi a scavare nelle casse piene di vecchi disci tra gli scaffali dei negozi – e alla produzione di beat. Nei suoi album più conosciuti e apprezzati, come Layorê (2021), i ritmi ossessivi del jazz brasiliano incontrano beat elettronici pesantissimi. Un’operazione simile Àbáse l’ha fatta anche con il suo disco più recente, Awakening (2024). In questo stesso neonato movimento musicale si inserisce anche Ziggy Zeitgeist, batterista australiano che ha trovato a Berlino la sua casa musicale – ovviamente, è rimasto fulminato sulla via del Berghain–  e che ha trovato nel minimalismo della techno uno strumento per trasformare la musica della sua band, i Zeitgeist Freedom Energy Exchange. La reinvenzione di Zeitgeist è diventata un disco, intitolato In the Key of Corporate Efficiency.

Per chi volesse esplorare e approfondire la storia del “techno jazz” (dicitura nostra, lo precisiamo, al momento un nome ufficiale ancora non c’è, DJMag, nel suo reportage dedicato a questa nuova scena, usa quella electronic jazz underground) ci sono altri due dischi fondamentali da recuperare. Per cominciare, i The Return di Kamaal Williams, capolavoro del jazz-funk moderno, e Elaenia di Floating Points, un capolavoro in cui tastiere analogiche ed elettronica si fondono perfettamente. Inoltre, se vi capita di fare un viaggio a Berlino e volete vivere questa esperienza dal vivo, andate da Gretchen a Kreuzberg, un’ex struttura militare dell’Ottocento, oggi club che oggi unisce jazz, hip-hop e drum’n’bass, oppure da KWIA, un listening bar queer a Mitte, dove si ascolta jazz spirituale ed elettronica soft.

Se doveste appassionarvi a questo genere di musica, sappiate anche che ogni anno, a maggio, si tiene anche un festival dedicato: lo XJAZZ Festival, una rassegna nata proprio con l’obiettivo di togliere il jazz dai teatri per portarlo a ballare nei club.

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