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Nanni Moretti ha annunciato che voterà No al referendum sulla giustizia con una storia Instagram molto morettiana «Al referendum voto no cari saluti» ha annunciato sul social, in una storia che secondo tanti è un rimando anche a Caro diario.
L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.

La presentazione di Queer è diventata una discussione sull’omosessualità di James Bond

04 Settembre 2024

Che questa sia forse la maniera con la quale Luca Guadagnino vuole farci capire che tra i suoi numerosissimi nuovi progetti c’è pure un film di 007? Il regista ha dato l’impressione di avere le idee chiare sulle priorità dell’agente al servizio segreto di Sua maestà: «L’importante è che porti a termine le sue missioni», ha spiegato Guadagnino. Ora, vi chiederete (giustamente): ma cosa c’entra James Bond con Queer, il nuovo film di Guadagnino, presentato ieri alla Mostra del cinema di Venezia? C’entra, perché il protagonista di Queer è Daniel Craig – che, secondo il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera, in questo film dà la migliore interpretazione della sua carriera – e Daniel Craig è l’attore che ha restituito a James Bond lo status di icona cinematografica, di stile, di mascolinità. Craig lo sa, è abituato: ovunque vada, qualsiasi cosa faccia, con chiunque parli, la domanda sul prossimo James Bond (che ancora deve essere annunciato) gli verrà posta. Anche a Venezia, durante la conferenza stampa di presentazione di Queer, è andata così.

La domanda è stata questa: «Pensi che il prossimo James Bond possa essere gay?». La risposta di Craig è stata brevissima e assai esplicativa: sorrisetto, sospiro, occhi alzati al cielo. Evidentemente non ne può più di sentir parlare di 007. È dovuto intervenire Guadagnino, quindi (oggi il mestiere di regista è anche questo: intrattenere i giornalisti, trasformare le conferenze stampa in potenziali contenuti social), autore di un breve monologo che è finito nei feed social di tutti gli appassionati di cinema. «Ragazzi, per una volta, comportiamoci da adulti», ha esordito il regista, che ha poi dimostrato una sorprendente dimestichezza nel maneggiare la psicologia del personaggio James Bond: nessuno può avere la presunzione di conoscere i desideri dell’agente segreto, ha detto Guadagnino. Figuriamoci di deciderne l’identità, l’orientamento, le preferenze sessuali. Risate, applausi, soprattutto di Craig, seduto lì accanto a lui. «L’importante è che svolga le sue missioni come si deve. Detto questo…», detto questo, procediamo con il motivo per il quale siamo qui, ha fatto capire Guadagnino: parlare di Queer.

E a proposito di Queer: le prime recensioni confermano quello che del film si era intuito: il film è splendido dal punto di vista visivo («perché Guadagnino non fa film brutti», come ha scritto il critico del Time Kevin Maher nella sua recensione); ci sono molte e molto esplicite scene di sesso; l’interpretazione di Daniel Craig è probabilissimo gli valga una candidatura all’Oscar per il Miglior attore protagonista: «Magnifico», così lo ha definito Peter Bradshaw sul Guardian. Non sono mancate però le recensioni negative, e anche un paio di stroncature, come quella di Alison Wilmore su Vulture – che ha definito Queer come un film fatto per piacere soltanto al suo regista – o, ancora, quella di Maher sul Time, che sì, riconosce a Guadagnino i suoi meriti quando si tratta di estetica ma lo critica duramente su questioni narrative: Queer, scrive, è un film in cui succedono così poche cose che è difficile alla fine spiegare qual è la sua storia.

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