Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista e fondatrice della Fondazione che porta il suo nome, racconta trent'anni di arte contemporanea – e il sogno veneziano diventato realtà.
È in lavorazione un remake de Gli uccelli di Alfred Hitchcock
La protagonista sarà Sarah Snook (Shiv di Succession) e la produzione ha già annunciato grosse modifiche alla trama e all'ambientazione.
Sessantatré anni dopo aver stravolto il pubblico di mezzo mondo, Gli Uccelli di Alfred Hitchcock sta per tornare. Non come film, però, ma come serie tv, per la precisione una miniserie attorno alla quale si è già scatenata un’accesissima asta tra network e piattaforme streaming statunitensi. Fatto comprensibile, visto che si tratta di un classico del cinema americano e di una produzione che si è già accaparrata una protagonista eccellente: Sarah Snook, cioè Shiv Roy (sì, non abbiamo ancora accettato il fatto che Succession è finita).
Dietro al progetto ci sono gli gli Universal International Studios (la casa madre che produsse il film del 1963) insieme alla Heyday Television di David Heyman, ovvero l’uomo che ha prodotto tutti gli otto film della saga cinematografica di Harry Potter e che si sta occupando anche della serie remake prossimamente in uscita su HBO Max. La sceneggiatura è stata invece affidata a Tom Spezialy, specialista in storie complesse e disturbanti (ha messo la firma su The Leftovers e Watchmen, con quest’ultima si è portato a casa un Emmy per la Miglior miniserie). La novità di questo adattamento – prepararsi all’indignazione dei puristi di Hitchcock – sta negli importanti cambiamenti fatti sia alla trama che all’ambientazione: la soleggiata costa californiana di Bodega Bay viene infatti sostituita dal gelo dell’Alaska.
Sarah Snook vestirà i panni di Myra Massey, un magistrato “itinerante” abituato a muoversi in territori selvaggi e complicati. La storia inizia con il ritorno di Myra nel suo paesino natale, in Alaska, per sbrigare una noiosa pratica burocratica. Quella che doveva essere una brevissima permanenza si trasforma in un incubo: nel paese viene ritrovato il corpo del suo migliore amico d’infanzia, crivellato di colpi. Myra si ritrova così incastrata in un giallo hitchcockiano (per forza), costretta a improvvisarsi detective all’inseguimento di un assassino mentre gli uccelli del posto decidono di impazzire all’improvviso e iniziare a dare la caccia agli umani.
Nel capolavoro di Hitchcock, Melanie Daniels (la splendida Tippi Hedren) era la classica ereditiera un po’ indifesa, la fanciulla in pericolo, la damsel in distress che subisce gli eventi e aspetta che qualcuno arrivi a salvarla. Myra è l’esatto opposto. È una donna pragmatica, cresciuta in un posto dove la natura non fa sconti e consapevole che nessuno verrà a salvarla. Forse consapevole delle polemiche che tutti i cambiamenti rispetto alla versione di Hitchcock avrebbero scatenato, la produzione ha subito precisato che la vera ispirazione della serie non è il film ma il racconto del 1952 di Daphne du Maurier, molto più cupo, viscerale ed essenziale rispetto alla pellicola. Il cuore del racconto, in fondo, è una domanda inquietante che sempre più spesso, di questi tempo, siamo costretti a porci: cosa succede quando la natura decide che ne ha abbastanza di noi e si rivolta contro l’essere umano?