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11:34 giovedì 10 settembre 2026
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.

Gli angeli d’America

La sfilata di Victoria's Secret rimane uno degli show più attesi negli States. Nonostante Sandy, elezioni presidenziali. E nativi americani.

13 Novembre 2012

Maniche arrotolate e cravatte che penzolano inermi: a poche ore dalla vittoria di Obama tra scrutinatori, giornalisti e supporter la sciatteria è più che concessa. L’America attende il suo show, quello in cui il Presidente Usa abbraccerà una moglie understatement con abito riciclato ma per nulla sciatta. Intanto, lontano dalla miriade di coccarde bianche rosse e blu di Washington, c’è chi sta ricoprendo con pochi centimetri di ricami il corpo delle più belle donne del pianeta. È’ infatti al Lexigton Avenue Armony, in piena Manhattan che a poche ore dai bagordi per la vittoria di Obama andrà in scena lo show che, presidenziali a parte, riesce a incollare su youtube quanti più americani possibili.

New York spazza via le troppe polemiche di un novembre caldissimo: ancora storditi dai bagordi gli eserciti degli asinelli e degli elefantini si trovano d’accordo in quello che è un after party azzeccatissimo, peccato che il circo elettorale sia solo ogni quattro anni mentre quella che Victoria’s Secret ricrea non conosce motivo per non andare in scena ogni anno. Nonostante Sandy abbia minacciato e complicato l’organizzazione dello show più costoso e architettato del fashion biz. A poche ore infatti da quelle 17, ora del té all’americana che avrebbe portato sulla passerella le modelle più belle del mondo travestite da funambole, trapeziste, clown e domatrici, la città non era ancora del tutto operativa e il rischio che la sfilata di Victoria’s Secret non andasse in scena avrebbe fatto crollare le quotazioni di New York come non mai.

Assenti i maratoneti che ambivano ai record, per le strade di Manhattan arrivano gli angeli: ma non faranno terminare le polemiche. Anzi. Troppo sfarzo dopo la scossa che Sandy ha inflitto alla città, troppi taxi ancora senza benzina, e troppo poco tempo per cucire i capi di lingerie su ognuna delle top model denominate per l’appunto Angeli. E non è una leggenda: la categoria di modelle che viene chiamata per questo show è di un altro pianeta; lo sanno le agenzie, lo sanno loro, le modelle, che considerano la chiamata alla parata degli Angeli come il raggiungimento di uno step della propria carriera pari a partecipare al Calendario Pirelli. Una volta solcata quella passerella, con la lingerie più venduta d’America che per l’occasione è disegnata sul proprio corpo, resterai Angelo per tutta la tua vita. Qui vige la scuola di The Body, alias Elle MacPherson, colei che ha insegnato alla Moda le curve femminili del nostro tempo: e soprattutto quelle delle yankee americane con quel 90-60-90 di pura tonicità e nessun osso troppo in vista. Mentre in Europa la taglia Zero non è più “un caso” negli States le forme hanno ancora un valore. Anche questo è una buona propaganda post elettorale.

Le polemiche non terminano, nonostante le gote rosse di Toni Garrn, perché il tema è quello del circo, dicevamo, quindi uno scenario più che chiassoso deve prendere spazio sul palco. Non solo scenografie ma anche sostenitori celebri di Obama che appena smesse le t-shirt con il viso-cartoon del presidente indossano bustini e gilet  per calcare la passerella-palcoscenico dello show: alla chiamata degli Angeli, infatti, hanno risposto Rihanna, Justin Biber e Bruno Mars. Più teen che mai rispetto al passato – l’anno precedente Jay-Z dalla prima fila è passato al palco con uno show inaspettato e perfetto.  Fuochi e piume, reggiseni a balconcino e boccoli dorati, tatuaggi disegnati e babydoll tigrati: nell’eccesso di gioia ed esuberanza il Circo esce dal tema e investe i Nativi Americani quando la top Karlie Kloss sfila svestita ma con la testa (molto) coperta dal lungo piumaggio del copricapo dei Nativi americani. Una gaffe che a poche ore dalle elezioni risulta una buccia di banana evitabile. Victoria’s Secret twetta le scuse, alternandole alle foto di Miranda Kerr che ammicca alla platea della più grande festa americana. Forse agli angeli, quest’anno, si perdona anche questa?

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