Hype ↓
02:46 giovedì 8 ottobre 2026
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.

Le foto della vittoria

Dall'abbraccio di Barack Obama e Michelle, al marinaio del V-Day. Perché sentiamo il bisogno di "rileggere" le immagini iconiche.

12 Novembre 2012

Una foto può nascere per sadica gloria, passare di mano e diventare reperto d’accusa, poi attraversare decenni faticando a ritrovare l’esatta collocazione, infine cambiare destino e oltrepassare qualsiasi dettaglio -finalmente riconosciuto- per diventare un simbolo tout court di un evento, addirittura acquisendo lo status di immagine familiare. E’ accaduto al bambino del ghetto di Varsavia, come ha raccontato l’anno scorso Frédéric Rousseau in un grande libro (Il Bambino di Varsavia, Laterza). Non tutti i piedistalli però sono sicuri: è lo stesso Rousseau al termine del libro a chiedersi se “la riproduzione sfrenata di quella icona non rischia di sfocare la testimonianza così essenziale del piccolo messaggero di Varsavia?”. Se questo accade per una foto come quella scelta da Rousseau, rischiano l’equivoco e il tradimento anche quelle immagini che documentano situazioni opposte, non la violenza e la tragedia, ma la vittoria.

Poche settimane fa, a distanza di 67 anni dalla data dello scatto, un sito femminista americano ha contestato una foto simbolo dell’immaginario Usa, l’icona americana della fine della guerra contro il Giappone ovvero il bacio della Vittoria, quello tra un marinaio e un infermiera immortalato il 14 agosto del 1945 per strada a New York . L’accusa è rivolta alla troppa esuberanza del marinaio tacciata di molestia sessuale. Il bacio di Times Square è una immagine riprodotta in tutte le salse, stracitata dai musical fino ai Lego. E’ un bacio che esprime letteralmente “la gioia di una nazione nel momento del trionfo” come racconta Hans Michael Koetzle in “50 photo icons. The Story Behind the Pictures” (Taschen)

In strada ci sono due milioni di persone, lo scatto della Leica di Alfred Eisenstaedt che finirà su “Life” ha la stessa energia di “In the mood “di Glenn Miller, finalmente ballabile fuori dal tunnel della guerra. La foto sembra fatta apposta per un’accusa di posa, ma del bacio della Vittoria esiste anche un’altra foto che finisce sul NYT, la scatta Victor Jorgensen, fotoreporter per la marina. Solo che Eisenstaedt avrà più fortuna tanto che c’è sempre stata la fila per accreditarsi come il marinaio (per il signor Ernst Dubay quella foto segnava il tempo della sua vita e l’infermiera della foto. Al momento dell’incontro tra i due più probabili e anziani protagonisti, celebrato l’agosto scorso, non c’è stata però alcuna recriminazione ma forse è stata la molla per l’obiezione politicamente corretta avanzata successivamente dal sito femminista. Si può dopo 67 anni rovesciare il significato naturale di quell’immagine? Probabilmente la portata dell’obiezione vale quanto quella di uno sgorbio su un monumento, ma è indice che da una foto si può volere molto più che un fermo immagine. Si vuole una posa fuori contesto, didascalica, eterna.

Anche un’altra istantanea della vittoria (e nonostante i numeri enormi di condivisione sui social network non sappiamo ancora se diventerà un’icona) è stata messa in dubbio. La foto dell’abbraccio tra Obama e la moglie, condivisa all’una di notte sui social network dallo staff di Obama e scelta per suggellare la vittoria elettorale è per alcuni un falso storico, per altri una truffa.

In realtà la foto è vera ed è stata scattata da Jim Watson dell’agenzia AFP, al seguito della campagna elettorale del presidente. Ma l’immagine è di agosto, di un comizio nell’Iowa. Basta questo a screditare la foto? Sembra di sì, e il buon senso – l’immagine è simbolica di quel momento di tarda notte – viene scavalcato da una pignoleria di comunicazione che insiste sulla percezione tradita degli utenti.

Anche questa foto — che nel frattempo è finita sulla copertina dell’Economist– ha una sua storia: è la prima volta che la first lady sale sul palco per dare una mano al marito. Di quello scatto ci sono anche altre angolature ovviamente, nello stesso giorno salgono sul palco di Dubuque, alcune foto di quei momenti sono scattate da da Scout Tufankjian, già autrice di un libro fotografico sulla prima campagna vincente di Obama). già autrice di un libro fotografico sulla prima campagna vincente di Obama). La foto ha anche un lungo corso di visibilità nella campagna elettorale 2012, a possiamo ritrovare sul sito ufficiale nelle gallery ufficiali del sito barackobama.com/photos, e in altre due occasioni antologiche, una in attesa del primo debate come segno di augurio e di forza. Ovviamente è presente anche su flickr e tumblr.

All’ufficialità della foto si aggiunge un tocco glam, a ribadire la popolarità della sequenza di immagini che includono l’abbraccio. Il Daily Mail racconta anche la coincidenza tra il bacio che segue l’abbraccio e l’anniversario del primo bacio tra i due fidanzatini  immortalato in una targa kitsch. Idem per il vestito rosso a quadri bianchi della Asos, abbigliamento low cost scelto dalla first lady.

L’immagine intima della foto dell’Iowa è in realtà filologicamente perfetta per la notte conclusiva delle elezioni. Ma quell’effetto amplificato dal contesto e dallo spazio ottico di ricezione dei social, ha dato l’impressione che quella foto fosse più una creatura di Twitter che un’immagine di un servizio giornalistico usata apposta. Il trucco sarebbe allora un eccesso errato di comunicatività. Un po’ come l’esuberanza del marinaio di Times Square. Sembra insomma che in alcuni casi le finestre dei social siano troppo piccole per contenere gli spazi del giornalismo.

L’unica vera sottrazione di questa foto è la mancanza della segnalazione dell’autore, Jim Watson. Assenza breve perché da oggi è già identificabile. La maggior parte degli istanti importanti della vita dei comuni mortali non viene mai fotografata, e quei pochi momenti neanche arrivano a sognare una vaga idea di celebrità. Spesso il pudore vince su tutto, non è così per i presidenti Usa: lo racconta bene una mostra in corso al CR Smith Museum di Dallas e organizzata dal National Geographic Books  dove sono esposti gli ultimi 50 anni di stanza ovale immortalati dai fotografi ufficiali della Casa Bianca. Il loro curriculum è impressionante: molti sono stati inviati di guerra come David Hume Kennerly (Ford) e Robert McNeely (Clinton) Altri ancora freelance per grandi magazine, o hanno lavorato quotidiani e grandi agenzie come Eric Draper (Bush) .

Il capo dell’ufficio fotografi è Peter Souza (la foto di Obama che aspetta notizie sulla cattura di Bin Laden è sua). Insieme a lui lavorano un veterano del fotogiornalismoamericano, Chuck Kennedy e l’ex photo editor del National Geographic magazine Alice Gabriner. Chissà se Jim Watson sarà chiamato alla Casa Bianca: potrebbe finire di nuovo su un social network, sul flickr ufficiale. Voluto proprio da Souza, uno spazio meno emotivo rispetto agli altri social e più documentaristico. Qui Souza rovescia l’accusa rivolta all’abbraccio dell’Iowa, ovvero che la fotografia bruci in parte la sua storia, sacrificata a una ragion di comunicazione. Forse bastava cercare meglio, quell’immagine era stata già raccontata.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.