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11:36 lunedì 24 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen Joy of Joys, questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Gchat aveva previsto il futuro dell’instant messaging

30 Maggio 2016

Una delle “sensazioni” dell’ultimo anno nel campo della messaggistica istantanea è stato Slack, un software che permette di creare stanze private di conversazione (su Studio ne avevamo parlato qui). Slate ha però una rivelazione: «È tempo di ammetterlo: Slack è soltanto Gchat». Secondo l’articolo, il problema è che gli utenti di dieci anni fa non sapevano di poter usare il sistema di messaggistica di Google nel modo in cui usano Slack oggi.

All’epoca – intorno al 2005-2006 – la chat di Gmail era usata soprattutto in senso ricreativo, mentre Slack deve la sua fama alla penetrazione nei luoghi di lavoro. Eppure Gchat aveva già le funzioni che contraddistinguono il software del momento: gli archivi delle conversazioni, la possibilità di eseguire ricerche al loro interno e quella di avviare chat di gruppo dotate di sistemi di trasferimento file rapidi ed efficienti.

Il fatto che Google stessa non credesse particolarmente nel servizio è testimoniato già dal fatto che il nome Gchat è colloquiale, ovvero non è mai stato riconosciuto ufficialmente da Big G: la piattaforma di messaggistica era nota a Cupertino come Google Talk, e la sua versione interna a Gmail come Google Chat. Nel 2011 la società ha iniziato lo sviluppo di Hangout, la sua nuova funzionalità in grado, tra le altre cose, anche di far disporre all’utente di videochiamate. Eppure i nostalgici di Gchat non hanno preso il cambiamento positivamente. John Brownlee scriveva su Fast Company: «In un mondo di servizi di instant messaging che sembrano un sogno delirante di TokyoPop, Gchat era orgogliosamente text-based. Mettendo davanti la funzionalità, coesisteva con Gmail senza provare a sopraffarlo. Quando cliccavi su un nome per inviare un messaggio, potevi inviare testo, e dopo avviare una videoconferenza, ma nient’altro. Era orgogliosamente senza fronzoli, anche in modo ribelle, ma comunque aveva alcuni lati bellissimi e sminuiti».

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