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13:25 venerdì 9 gennaio 2026
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
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Tutte le organizzazioni umanitarie stanno lasciando Gaza dopo l’uccisione di sette lavoratori di World Central Kitchen

Con anche il blocco dell'azione dell'UNRWA, la situazione alimentare è sempre più grave.

03 Aprile 2024

L’uccisione di sette lavoratori dell’associazione umanitaria World Central Kitchen a Gaza, avvenuta lunedì 1 aprile, sta innescando una reazione a catena che potrebbe aggravare le condizioni, già disperate, della popolazione palestinese rimasta nel territorio attualmente occupato dall’esercito israeliano. Proprio nelle ore dell’attacco missilistico, WCK stava consegnando, in collaborazione con gli Emirati Arabi Uniti, un carico di 400 tonnellate di cibo in scatola su una nave proveniente da Cipro. Cento tonnellate sono state disimbarcate, ma il rimanente, più di 250, sono rimaste sull’imbarcazione che ha fatto dietrofront per ragioni di sicurezza.

Martedì 2 marzo anche Anera, un’altra associazione fondamentale che aiuta i rifugiati in tutto il Medio Oriente, ha dichiarato che avrebbe sospeso le operazioni a Gaza. Negli ultimi sei mesi Anera ha consegnato cibo, acqua e medicinali ai palestinesi di Gaza. Intervistato da PBS, Sean Carroll, il CEO dell’organizzazione, ha dichiarato: «Abbiamo deciso di mettere in pausa il nostro lavoro. Non è una decisione che abbiamo preso con facilità. Il nostro staff palestinese che vive nelle comunità, che lavora nelle comunità, non ha mai avuto davvero una sicurezza, ma hanno continuato a lavorare. Ma adesso siamo arrivati a questo livello di immoralità e uccisione senza senso».

Il 24 marzo Israele aveva anche annunciato il blocco delle spedizioni di aiuti da parte dell’UNRWA, l’agenzia dell’ONU deputata all’assistenza umanitaria dei profughi palestinesi – che esiste dal 1949. Il direttore, Philippe Lazzarini, ha detto che la decisione di Israele causerà la morte di molte persone per «fame, disidratazione e mancanza di riparo».

L’ombra della carestia a Gaza, ha annunciato un report dell’associazione Integrated Food Security Phase Classification, supportata dall’ONU, è imminente. È una situazione descritta come «man-made starvation», in cui le responsabilità dell’IDF sono evidenti, e le defezioni delle organizzazioni di aiuto umanitario non faranno che rendere ancora più grave la situazione. Ancora nell’intervista con PBS, Carroll ragionava sull’attacco al veicolo umanitario della sua associazione: «Come può essere stato un incidente? Era una colonna di tre veicoli chiaramente segnalati dal logo di World Central Kitchen», ha detto.

Il quotidiano israeliano Haaretz, una delle voci più forti in Israele contro il governo di Netanyahu e l’invasione di Gaza, ha pubblicato martedì un’inchiesta dettagliata dell’attacco. Sostiene, il report, che l’IDF ha sparato tre missili, ognuno per un’automobile del gruppo umanitario, che stavano percorrendo un tragitto già discusso e approvato dall’esercito israeliano stesso. I passeggeri sopravvissuti al primo missile si sono rifugiati nella seconda auto, e hanno segnalato all’IDF l’accaduto. Nonostante questo, un secondo missile ha colpito anche questo veicolo. A quel punto, mentre i passeggeri nel terzo veicolo aiutavano i feriti rimasti, un terzo missile ha centrato anche questo obiettivo. Sono più di duecento i lavoratori di associazioni umanitarie uccisi a Gaza dall’inizio dell’invasione.

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