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12:55 mercoledì 15 luglio 2026
Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.

Francesco Franchi

Intervista e video del giovane art director di IL, virtuoso della (info)grafica, ospite della cover story del nuovo Studio.

06 Giugno 2013

Se seguite le vicende della grafica editoriale mondiale, è difficile non incappare in qualche sua opera. Di solito le sue copertine si trovano vicino a quelle di Die ZeitNew York Times Magazine e la crema del giornalismo mondiale (spesso ci trovate anche Studio, sia detto en passant), oppure vengono condivise su Tumblr e Twitter da appassionati e addetti ai lavori di tutto il mondo. È seguito da mille occhi, Francesco Franchi, l’art director di IL, mensile del Sole 24 Ore.

Eppure dice di essere stato semplicemente «fortunato» per aver avuto l’occasione di cominciare a lavorare nel settore grafico editoriale durante l’università – un quinquennio formativo al Politecnico di Milano con i primi lavori per quotidiani e riviste, tra cui anche il Corriere della Sera, e un Erasmus a Londra – e arrivare giovanissimo al notevole stadio di “designer osservato e rispettato globalmente”.

Eppure, racconta, nella scelta universitaria era indeciso tra design e ingegneria, tanto da provare entrambi i test d’ammissione. Un’incertezza giovanile tradita dalla sua prima ispirazione: «Gli schemi, le mappe, i grafici, la rappresentazioni di dati», ovvero spiegare l’ostico con linee, forme e colori. Unire la logica matematica all’estetica, riuscendoci alla grande – non a caso, passò sia a design che a ingegneria.

Oggi, a 31 anni compiuti, ha assunto anche alcuni compiti nella direzione grafica della navicella madre del gruppo editoriale, l’austero e rosaceo Sole 24 Ore, il quotidiano finanziario per eccellenza del Paese. Un passo inevitabile, spiega, «perché il design è destinato ad avere sempre più peso nella creazione dei giornali, nella vita di redazione». Certo, il microcosmo di IL è una piccola anomalia e il quotidiano cartaceo è un altro mondo. Gli chiedo lumi su questa nuova impresa – non sarà una sfida troppo rischiosa? «Non sono ancora riuscito a capire se sia una sfida: è comunque un ambiente che conosco, perché ci lavoro da cinque anni. Certo, fossi arrivato dal nulla sarebbe stato diverso».

Si comincia piano piano, proponendo idee e cercando di concretizzarle nel miglior modo possibile. «All’inizio nel magazine veniva concessa solo una doppia pagina alla data visualization. Col tempo si è passati a due, fino a ottenere piena libertà e indipendenza». E arrivando – specie sotto la direzione di Christian Rocca, iniziata nel marzo 2012 – ad alcune visualizzazioni di dati su argomenti impalpabili come le interviste della rivista letteraria Paris Review o l’insegnamento del latino.

Franchi non sembra essere cambiato in questi anni: in compenso, sa come far cambiare le cose. Il suo metodo di lavoro rimane quello teorizzato nella sua tesi di laurea, nella quale aveva raccontato le sue esperienze lavorative, e in cui aveva analizzato la sua idea di redazione: «Più importanza al design, una struttura snella e orizzontale». Un luogo in cui «il re designer ridisegna il lavoro e ha più peso all’interno della redazione», ricorda. «Proprio quello che è successo a IL».

Video by Tim Small

Fotografia di Alan Chies

Dal numero 14 di Studio

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