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22:14 venerdì 26 giugno 2026
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Quali film rappresentano meglio le città più importanti del mondo?

17 Settembre 2019

Viene in mente una frase di Robert Bresson scorrendo la mappa che Yardbarker ha tracciato del mondo: ogni grande città attraverso il film che meglio l’ha rappresentata. «Rendere visibile quello che, senza di voi, forse non potrebbe mai essere visto». Come la Fontana di Trevi, l’Empire State Building e i cieli sopra Berlino: luoghi, angoli e monumenti che attraverso la forza della cinepresa hanno espresso tutto il loro potenziale.

In America
New York, New York. Nessuna città americana è mai stata così tanto celebrata (e denigrata) dal cinema. Set che ha dato vita ad amori e disamori, rapine e invasioni extraterrestri. Il film che, però, più di tutti è riuscito a catturarne è, secondo quest’elenco, Do the Right Thing, con cui Spike Lee ha raccontato l’esplosione delle tensioni razziali nella periferia di Brooklyn. Con le tinte noir di Chinatown, Roman Polanski ha invece il merito di aver dato voce alle insidie di Los Angeles, tra corruzione e nasi rotti (quello di Jack Nicholson, in primis). 

Difficile camminare per Chicago, la «windy city», senza intonare Aretha Franklin come nella commedia musicale The Blues Brother (menzione speciale per The Untouchables di Brian De Palma), o a Detroit, dimenticandosi dello squallore ritratto da Paul Schrader in Blue Collar. Miami, dal caos del litorale al suo centro cosmopolita, è tutta contenuta in Miami Blues, storia di un sociopatico e talentuoso Alec Baldwin che rispolvera le problematiche occultate sotto al tappeto dai fasti più recenti. A evidenziare il clima concitato di Washington D.C. in pieno scandalo Watergate è invece All the President’s Men di Alan J. Pakula, mentre con Casinò e la sua epica della violenza, Martin Scorsese trasporta il pubblico nei ritmi di veglia irregolari di Las Vegas.

Frame tratto da Do The Right Thing di Spike Lee, New York 1989.

Frame dal set di The Blues Brothers di John Landis, Chicago 1980.

Nel mondo
Non solo America. Dai sobborghi bui di Londra in Night and the City di Jules Dassin sino alle storie dei due angeli protagonisti de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, al documentarismo di City of Gods e alle sue favelas brasiliane, l’itinerario di Yardbarker continua tra le pellicole del nuovo e vecchio millennio. Per ripercorrere le tappe parigine in cui il turbolento Antoine faceva «il diavolo a quattro» ne I quattrocento colpi di Truffaut, e rivivere con il giovane le inquietudini dell’adolescenza; visitare Tokyo attraverso lo sguardo di Yasujirō Ozu guardandoTokyo Story, che stando alla classifica vince su Godzilla e Lost in Translation per la discrezione delicata della sua messa in scena, «tesa a dirci che tanto un giorno ci ritroveremo tutti anziani, a guardare il fiume mentre scorre».

Chi meglio di Casablanca con «suonala ancora, Sam!», potrebbe raccontare la città portuale marocchina? Nessuno, probabilmente. Come la Barcellona dipinta da Pedro Almodóvar in Todo sobre mi madre. Nello sguardo sferzante della “sora Pina” è poi rinchiusa tutta Roma: le scale dei suoi palazzi, le agitazioni, i pianti. Perché Roma città aperta di Roberto Rossellini è solo un’altra tappa del viaggio, come The Third Man di Carol Reed ambientato a Vienna. Un itinerario per cui non servono biglietti, ma una fornita cineteca.

Una delle scene più simboliche de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, Berlino 1987.

Barcellona sotto la pioggia in Todo sobre mi madre di Pedro Almodóvar, Barcellona 1999.

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