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02:00 mercoledì 16 settembre 2026
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.
La colonna sonora più incredibile dell’anno è quella di un documentario sulla scena rave ucraina in cui suonano Fred Again, Brian Eno, Aphex Twin, Sega Bodega e gli Idles Si intitola Black Sunflowers, ha debuttato al Toronto International Film Festival l'11 settembre e, anche e soprattutto grazie alla musica, è già uno dei documentari più chiaccherati dell'anno.
Secondo una ricerca pubblicata su Lancet, basterebbe una patrimoniale del 3 per cento sulla ricchezza dei miliardari per salvare la vita a 30 milioni di persone Un minuscolo contributo dei 3 mila miliardari che vivono nel nostro mondo, che collettivamente possiedono un patrimonio di 17 mila miliardi.
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.
Sulle Dolomiti quest’anno ci sono davvero tutti, pure Timothée Chalamet Assieme a suo padre Marc, compagno di un'escursione che l'attore ha dettagliatamente raccontato in un post Instagram.
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.

La Generazione Z potrebbe decretare la fine del fast fashion

26 Maggio 2020

Che la Generazione Z, ovvero i ragazzi tra 18 e i 24 anni, fosse meno incline allo shopping per via tradizionale rispetto alle generazioni precedenti era già piuttosto noto. La pandemia di Coronavirus, però, sembra aver accelerato alcuni cambiamenti nelle abitudini di consumo già in atto nella fascia dei più giovani. Come riporta il Guardian, se le abitudini della Gen Z fossero adottate dalla popolazione nel suo insieme, «sempre più consumatori potrebbero scegliere di optare per un guardaroba diverso, formato da articoli in affitto e altri acquistati di seconda mano, diventando così la nuova normalità».

Una ricerca condotta per conto della Royal Society for the encouragement of Arts, Manufacturers and Commerce (RSA), ha recentemente rilevato che, durante la pandemia, il 28 per cento delle persone ha riciclato o riutilizzato più vestiti del normale, mentre il 35 per cento delle donne ha deciso di comprare meno vestiti in futuro. «La generazione Z è esigente», ha affermato Jeff Froom, coautore di Marketing to Gen Z, «[Sono] cresciuti con un accesso alle informazioni da più fonti che non so è mai visto prima. Disuguaglianza, cambiamento climatico e diritti Lgbtq+ sono argomenti di cui hanno sentito parlare per anni». Già prima della pandemia, d’altra parte, i giovani avevano trovato diverse alternative allo shopping in negozio: siti e app dove comprare i vestiti di seconda mano come Poshmark, Grailed o Vestiaire Collective oppure prenderli a noleggio, tutte attività che hanno visto un aumento delle vendite durante il lockdown. «Il noleggio continuerà ad espandersi, data la consapevolezza sulla sostenibilità dei consumatori e una sorta di rest del consumismo eccessivo. Ci siamo arrangiati tutti per molte settimane, abbastanza da formare nuove abitudini», ha spiegato Sonia Lapinsky, consulente di AlixPartners. Solo che i più giovani ci erano arrivati prima.

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Prima dei social network c’è stato il caffè

Come si trasforma la memoria d'impresa in un patrimonio culturale vivo e capace di ispirare il futuro? Lo abbiamo chiesto ad Alessandra Bianco (Corporate Communication Director di Lavazza Group) in questa intervista sul senso profondo dell’archivio.