Hype ↓
16:15 mercoledì 14 gennaio 2026
Durante la visita a una fabbrica della Ford, Trump ha fatto il dito medio a un operaio che gli aveva urlato “protettore dei pedofili” L'operaio è stato poi sospeso dall'azienda e definito «un fuori di testa» dal responsabile della comunicazione della Casa Bianca.
Jafar Panahi ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire in Iran per «fermare il massacro» Nel suo appello, il regista ha spiegato di temere che la repressione sia soltanto all'inizio e che il peggio debba ancora arrivare.
Il Presidente della Groenlandia ha detto che se proprio i suoi concittadini dovessero scegliere tra Usa e Danimarca, sceglierebbero la Danimarca «Scegliamo la Nato. Scegliamo il Regno di Danimarca. Scegliamo l'Unione europea», ha detto Jens-Frederik Nielsen.
Bill e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione parlamentare che indaga sul caso Epstein In una lettera pubblicata dal New York Times, i Clinton hanno accusato il presidente della commissione di persecuzione ai loro danni.
La polizia spagnola ha messo a segno il più grande sequestro di cocaina in mare aperto della storia d’Europa Quasi mille chilogrammi di cocaina sono stati scoperti su una nave, nascosti sotto montagne di sale per eludere i controlli.
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.

L’estate felice di Claude Nori

La mostra, fino al primo settembre a Villa Mussolini a Riccione, è un viaggio nell'atmosfera spensierata e vitale degli anni Ottanta.

30 Luglio 2019

Dici “anni Ottanta” e pensi subito ai Duran Duran, ai paninari, a Craxi, a Gaspare e Zuzzurro e a Flashdance. Lo storico Marco Gervasoni li ha definiti come «il periodo del ritorno alla vita, dopo i terribili anni di piombo, e della piena accettazione, senza più sensi di colpa, della libertà individuale, incluso il diritto alla realizzazione professionale e al guadagno personale». Ma se poi contestualizzi ancor di più, e dici “estate anni Ottanta”, la memoria scava fino al «Cuore di panna e noi» del cornetto Algida, a Vamos a la playa dei Righeira, al pallone Super Tele, al Calippo e al trionfale luglio del Mundial spagnolo. Il risultato è una stagione forse un po’ ingenua, ma sicuramente spensierata e ottimista. Sembra passato un millennio.

Oggi il fotografo francese Claude Nori la riporta in vita, grazie a una settantina di immagini, tra stampe a colori, in bianco e nero e Super 8, e la identifica con le spiagge romagnole di cui mette in scena tutto il fascino dolce, romantico e superpopolare di quarant’anni fa (si, sono passati ormai quarant’anni). Un’estate con te, questo il titolo della mostra allestita fino al primo settembre a Villa Mussolini a Riccione, proprio a pochi passi dal mare, dai noleggi di risciò e dai bar che sfornano bomboloni e piadine a getto continuo, è come una macchina del tempo. Perché la gestualità dei soggetti, il paesaggio balneare e i colori ritratti appartengono al vissuto di tutti noi.

© Claude Nori

© Claude Nori

© Claude Nori

Chi si trova davanti a questi scatti vive una sorta di madeleine proustiana: ogni immagine, un ricordo; ogni immagine, un profumo; ogni immagine, un sapore…. Le coste dell’Adriatico ritratte con nuances decisamente vintage, rappresentano le coste di tutto il Belpaese imbevuto di quegli anni. Dalla Sardegna al Veneto, dalla Sicilia alla Liguria. Ma la Romagna ha anche qualcosa in più. Sia perché propone un modello vincente da decenni: basti pensare che nel 2018 i flussi turistici della riviera hanno fatto segnare un +2,2% rispetto alla stagione precedente con presenze che hanno sfiorato quota 45 milioni, dati fantascientifici se paragonati alle presenze nel resto della Penisola. Sia perché occupa uno spazio importante nel libro dei ricordi dello stesso Nori: è qui infatti che il fotografo nativo di Tolosa, ma di origini veronesi, ha passato molte delle sue vacanze estive, quando ancora era un bambino. Ci è poi tornato dal 1982, a 33 anni, per congelare la memoria e per immortalare quell’atmosfera che lui stesso definisce «un concentrato di cultura italiana. Un rituale attraverso il quale si esprime un’arte di vivere». E Riccione, con il suo viale Ceccarini, le discoteche formato extralarge (vi dice qualcosa il Cocoricò?), le sale giochi aperte anche di notte, ne è sempre stato lo snodo nevralgico, il cuore pulsante, insieme alla cugina Rimini.

Negli scatti in mostra ci sono giovanissimi amanti che flirtano, ragazzi attorno al juke-box, che immaginiamo ascoltare “Un’estate al mare” di Giuni Russo o “People from Ibiza” di Sandy Marton, e gli immancabili vitelloni che ci provano con le tedesche. Ci sono bambini sulle altalene della Coca-Cola e concitate partite di beach volley; corpi sudati e corpi abbronzati; acconciature démodé e improbabili costumi da bagno. Il mare c’è ma non si vede, o meglio, si vede poco. E’ sempre una linea di orizzonte. Non è mai un semplice paesaggio, ma un elemento vitale, attorno a cui si sviluppa la vita della comunità, che spazia da sempre dalla famiglia del geometra di Asti fino alla compagnia di teenager a caccia di ragazze, dalla coppia di pensionati che amano scorrazzare sul lungomare in bici a Zanza, mitico playboy riminese scomparso recentemente, a cui perfino la Bild aveva dedicato un pezzo dal titolo: “Italienischer Papagallo machte amore mit 6.000 fräulein” (“Gigolò italiano ha fatto l’amore con oltre seimila miss”).

© Claude Nori

© Claude Nori

A  Villa Mussolini c’è anche l’estate romagnola cantata da Lucio Dalla, che fa: «Ricordo una donna con la faccia di latta. E le tette di gomma. Stesa lì sui papaveri. Nella spiaggia di Rimini». E quella di Fabrizio De André: «Teresa ha gli occhi secchi guarda verso il mare per lei figlia di pirati, penso che sia normale. Teresa parla poco ha labbra screpolate mi indica un amore perso a Rimini d’estate». In questo viaggio un po’ nostalgico, l’effetto è lo stesso che si prova guardando il mare d’inverno, l’ultimo capitolo è dedicato all’amico Luigi Ghirri. Un’intera sala è consacrata al loro legame, strettissimo, indistruttibile. E sempre a Ghirri, il fotografo transalpino ha dedicato il suo ultimo romanzo L’amico infinito, edito in Francia da Contrejour (casa editrice fondata nel 1974 dallo stesso Nori) e in uscita in Italia per Postcart. «Cosa resterà di questi anni 80», cantava, alla fine di quel decennio, Raf. Di risposte definitive non ne abbiamo, perché l’eredità è e resta controversa. Di certo, ci restano i lavori del fotografo francese. Un’esperienza non solo visiva, ma anche olfattiva e di gusto, perché sanno ancora di crema solare e di ghiacciolo alla menta.

Articoli Suggeriti
La Veneto Wave iniziata con Le città di pianura continua con i libri di Giulia Scomazzon

Con la scrittrice veneta abbiamo parlato di 8.6 gradi di separazione e La paura ferisce come un coltello arrugginito, cioè di Veneto, di alcolismo, di ragazze simpatiche, di fidanzati noiosi e di Ottessa Moshfegh.

Il nuovo cinema di guerra americano

Da Civil War a House of Dynamite passando per Una battaglia dopo l'altra, questa nuova America bellicosa e incomprensibile è passata sugli schermi prima di diventare realtà.

Leggi anche ↓
La Veneto Wave iniziata con Le città di pianura continua con i libri di Giulia Scomazzon

Con la scrittrice veneta abbiamo parlato di 8.6 gradi di separazione e La paura ferisce come un coltello arrugginito, cioè di Veneto, di alcolismo, di ragazze simpatiche, di fidanzati noiosi e di Ottessa Moshfegh.

Il nuovo cinema di guerra americano

Da Civil War a House of Dynamite passando per Una battaglia dopo l'altra, questa nuova America bellicosa e incomprensibile è passata sugli schermi prima di diventare realtà.

di Studio
Sono stati i Golden Globe di chi non aveva mai vinto un Golden Globe

La prima volta di Timothée Chalamet e di Paul Thomas Anderson, di vecchissime volpi e nuovissime leve dell'intrattenimento, è stata una notte di novità e sorprese.

Il più ambizioso scrittore europeo di cui non avete mai sentito parlare

È morto nel 1986, si chiamava Hubert Fichte e scriveva libri inclassificabili a metà tra poesia, giornalismo e antropologia. Di suo è da poco uscito in Italia Resoconto di una ricerca.

Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga

Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.

L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online

Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.