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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

L’estate felice di Claude Nori

La mostra, fino al primo settembre a Villa Mussolini a Riccione, è un viaggio nell'atmosfera spensierata e vitale degli anni Ottanta.

30 Luglio 2019

Dici “anni Ottanta” e pensi subito ai Duran Duran, ai paninari, a Craxi, a Gaspare e Zuzzurro e a Flashdance. Lo storico Marco Gervasoni li ha definiti come «il periodo del ritorno alla vita, dopo i terribili anni di piombo, e della piena accettazione, senza più sensi di colpa, della libertà individuale, incluso il diritto alla realizzazione professionale e al guadagno personale». Ma se poi contestualizzi ancor di più, e dici “estate anni Ottanta”, la memoria scava fino al «Cuore di panna e noi» del cornetto Algida, a Vamos a la playa dei Righeira, al pallone Super Tele, al Calippo e al trionfale luglio del Mundial spagnolo. Il risultato è una stagione forse un po’ ingenua, ma sicuramente spensierata e ottimista. Sembra passato un millennio.

Oggi il fotografo francese Claude Nori la riporta in vita, grazie a una settantina di immagini, tra stampe a colori, in bianco e nero e Super 8, e la identifica con le spiagge romagnole di cui mette in scena tutto il fascino dolce, romantico e superpopolare di quarant’anni fa (si, sono passati ormai quarant’anni). Un’estate con te, questo il titolo della mostra allestita fino al primo settembre a Villa Mussolini a Riccione, proprio a pochi passi dal mare, dai noleggi di risciò e dai bar che sfornano bomboloni e piadine a getto continuo, è come una macchina del tempo. Perché la gestualità dei soggetti, il paesaggio balneare e i colori ritratti appartengono al vissuto di tutti noi.

© Claude Nori

© Claude Nori

© Claude Nori

Chi si trova davanti a questi scatti vive una sorta di madeleine proustiana: ogni immagine, un ricordo; ogni immagine, un profumo; ogni immagine, un sapore…. Le coste dell’Adriatico ritratte con nuances decisamente vintage, rappresentano le coste di tutto il Belpaese imbevuto di quegli anni. Dalla Sardegna al Veneto, dalla Sicilia alla Liguria. Ma la Romagna ha anche qualcosa in più. Sia perché propone un modello vincente da decenni: basti pensare che nel 2018 i flussi turistici della riviera hanno fatto segnare un +2,2% rispetto alla stagione precedente con presenze che hanno sfiorato quota 45 milioni, dati fantascientifici se paragonati alle presenze nel resto della Penisola. Sia perché occupa uno spazio importante nel libro dei ricordi dello stesso Nori: è qui infatti che il fotografo nativo di Tolosa, ma di origini veronesi, ha passato molte delle sue vacanze estive, quando ancora era un bambino. Ci è poi tornato dal 1982, a 33 anni, per congelare la memoria e per immortalare quell’atmosfera che lui stesso definisce «un concentrato di cultura italiana. Un rituale attraverso il quale si esprime un’arte di vivere». E Riccione, con il suo viale Ceccarini, le discoteche formato extralarge (vi dice qualcosa il Cocoricò?), le sale giochi aperte anche di notte, ne è sempre stato lo snodo nevralgico, il cuore pulsante, insieme alla cugina Rimini.

Negli scatti in mostra ci sono giovanissimi amanti che flirtano, ragazzi attorno al juke-box, che immaginiamo ascoltare “Un’estate al mare” di Giuni Russo o “People from Ibiza” di Sandy Marton, e gli immancabili vitelloni che ci provano con le tedesche. Ci sono bambini sulle altalene della Coca-Cola e concitate partite di beach volley; corpi sudati e corpi abbronzati; acconciature démodé e improbabili costumi da bagno. Il mare c’è ma non si vede, o meglio, si vede poco. E’ sempre una linea di orizzonte. Non è mai un semplice paesaggio, ma un elemento vitale, attorno a cui si sviluppa la vita della comunità, che spazia da sempre dalla famiglia del geometra di Asti fino alla compagnia di teenager a caccia di ragazze, dalla coppia di pensionati che amano scorrazzare sul lungomare in bici a Zanza, mitico playboy riminese scomparso recentemente, a cui perfino la Bild aveva dedicato un pezzo dal titolo: “Italienischer Papagallo machte amore mit 6.000 fräulein” (“Gigolò italiano ha fatto l’amore con oltre seimila miss”).

© Claude Nori

© Claude Nori

A  Villa Mussolini c’è anche l’estate romagnola cantata da Lucio Dalla, che fa: «Ricordo una donna con la faccia di latta. E le tette di gomma. Stesa lì sui papaveri. Nella spiaggia di Rimini». E quella di Fabrizio De André: «Teresa ha gli occhi secchi guarda verso il mare per lei figlia di pirati, penso che sia normale. Teresa parla poco ha labbra screpolate mi indica un amore perso a Rimini d’estate». In questo viaggio un po’ nostalgico, l’effetto è lo stesso che si prova guardando il mare d’inverno, l’ultimo capitolo è dedicato all’amico Luigi Ghirri. Un’intera sala è consacrata al loro legame, strettissimo, indistruttibile. E sempre a Ghirri, il fotografo transalpino ha dedicato il suo ultimo romanzo L’amico infinito, edito in Francia da Contrejour (casa editrice fondata nel 1974 dallo stesso Nori) e in uscita in Italia per Postcart. «Cosa resterà di questi anni 80», cantava, alla fine di quel decennio, Raf. Di risposte definitive non ne abbiamo, perché l’eredità è e resta controversa. Di certo, ci restano i lavori del fotografo francese. Un’esperienza non solo visiva, ma anche olfattiva e di gusto, perché sanno ancora di crema solare e di ghiacciolo alla menta.

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