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14:38 sabato 4 luglio 2026
I produttori del film di Il mio anno di riposo e oblio hanno dovuto trovare una nuova regista perché Yorgos Lanthimos è stanco e non vuole più girarlo L'adattamento del romanzo di Ottessa Moshfegh sarà diretto da Rose Glass, la regista di Saint Maud e Love Lies Bleeding.
Per l’80esimo compleanno di Syd Barret uscirà un doppio album celebrativo in cui suoneranno anche David Gilmour e Nick Mason dei Pink Floyd Uscirà il il 9 ottobre e si intitolerà Clowns And Jugglers: The Songs Of Syd Barrett, parte di una grande festa in programma a Cambridge, la sua città natale.
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms e il prossimo Obsession Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.

Essere Ana Kras

L'artista serba racconta le radici del personale processo creativo che l'ha resa uno dei nomi di punta della scena newyorkese. Lo short movie firmato Aaron Rose.

05 Agosto 2015

I palazzi di Belgrado. incorniciati dal cielo azzurro; gli anziani e una giovane ragazza che cammina per strada: «Non avrei mai pensato ci fossero tante somiglianze tra il mio lavoro e il luogo dal quale provengo, la Serbia». Quanto contano le proprie radici nella formazione di un processo creativo? Molto, almeno secondo Ana Kras, protagonista del terzo episodio di The Cultural ispirato da Nuova MINI Clubman, “Bombonice”, girato da Aaron Rose, che presentiamo oggi in anteprima italiana.

Ana Kras è l’emblema dell’eclettismo che contraddistingue la classe creativa, oggetto di indagine da parte di MINI: è un’ artista, una fotografa, una designer di arredamento e una modella. A raccontarla è Aaron Rose: regista, produttore, curatore e visual artist. Uno dei protagonisti della scena culturale californiana – e internazionale – impegnato nella promozione delle sinergie tra arte e cinema, ma anche nella formazione delle giovani generazioni.

Nata a Belgrado nel 1984, Ana rimane molto legata al proprio paese natale e alla propria famiglia, ai luoghi e alle atmosfere tipiche della Serbia che, anche in modo inconscio, sono entrate a pieno diritto a far parte dell’immaginario di riferimento dell’artista: «Sono cresciuta in un palazzo di edilizia sociale: squadrato, di cemento. In realtà proprio brutto. Sulla scia di questo, nel mio lavoro posso rintracciare una certa ruvidezza», dice. Il video si intitola “Bombonice” in omaggio alle lampade Bonbons che Ana ha creato nel 2012 e che compaiono nello short movie: una famiglia di lanterne ognuna delle quali è realizzata a mano e unica. A sottolineare l’importanza dell’unicità del singolo, ma anche il un legame di ogni elemento con il contesto. Ana è considerata una delle artiste più talentuose e promettenti dell’attuale scena newyorkese: oggi vive e lavora nel Lower East Side: «Le cose accadono in modo spontaneo – dice – io non sono molto brava a seguire i piani che mi sono prefissata». L’arte, dunque, pur essendo ancorata saldamente al dna di chi la produce. Ma è anche rischio, novità, istinto.

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