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14:24 giovedì 27 agosto 2026
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.

Cosa ha scritto Emily Ratajkowski nel saggio su Vogue Us sulla sua gravidanza

27 Ottobre 2020

Che il 2020 sia e sia stato finora un anno indimenticabile è probabilmente opinione della maggioranza. Che sia stato anche un anno fortunato, però, forse lo può dire solo Emily Ratajkowski: dal successo del saggio scritto per The Cut (ne avevamo parlato qui) a settembre, a quello comparso ora su Vogue Us, con cui “Emrata” ha annunciato di essere incinta. L’articolo, che accompagna Who Will You Be?, il video di Lena Dunham in cui la modella e attrice racconta in modo molto personale la sua gravidanza, ha attirato l’attenzione per via di alcune dichiarazioni di Emily, che scrive: «Quando ci chiedono se speriamo sia maschio o femmina, io e mio marito diciamo che non sapremo il suo genere finché non avrà compiuto 18 anni. Poi ce lo farà sapere».

Emily parla infatti di identità di genere, quella in cui la persona si riconosce a un certo punto della vita: «La verità è che non abbiamo idea di chi o di cosa stia crescendo dentro di me. Chi sarà questa persona? Che tipo di genitori diventeremo? Come cambieranno le nostre vite e chi siamo? Questo è un concetto meraviglioso e terrificante, che ci rende impotenti». La sua intenzione è infatti quella di non imporre al figlio o alla figlia alcun tipo di stereotipo di genere, «ma per quanto progressista possa sperare di essere, capisco il desiderio di conoscere il sesso del bambino; che è comunque più un desiderio degli altri, piuttosto che nostro».

«Quando ho detto a mio marito che da piccola speravo avrei avuto una bambina, mi ha risposto “temo che una femmina, da adolescente, potrebbe avere molti problemi ad averti come madre, a livello di pressione sociale”, e mi ha fatto sussultare. Penso a mia madre, al fatto che da piccola spesso fossi gelosa di lei, e che la prima idea di bellezza che abbia mai avuto è stata quella per cui equivalesse al potere, come molte altre bambine», continua. Genere o meno, a suo marito, Sebastian Bear-McClard, piace dire “siamo incinta”. «Ma la gravidanza è per natura solitaria; è qualcosa che una donna fa da sola, dentro il suo corpo, non importa quali siano le sue circostanze. Nonostante abbia un partner amorevole e molte amiche pronte a condividere i dettagli delle loro gravidanze con me, alla fine sono sola con il mio corpo in questa esperienza. Non c’è nessuno che lo senta come lo sento io».

Nell’articolo, oltre a recuperare un tema già presente nel primo pezzo scritto su the Cut, a proposito di come il mondo si sia appropriato della sua vita e soprattutto della sua immagine – «Instagram sa che sono incinta prima della maggior parte dei nostri amici, e anche dei miei genitori» – Emily scrive anche di alcuni stereotipi ormai ancorati alla nostra società, chiedendosi se rappresentino qualcosa di vero: «Ho visto tantissimi “gender reveal party”, in cui i genitori e i parenti scoprono in diretta il sesso del bambino, e i padri sembrano sempre più sollevati quando dal palloncino cadono coriandoli azzurri. Mio marito mi ha giurato di non avere preferenze, ma una domenica mentre guardava la partita, l’ho sentito fare un’osservazione su quanto sarebbe bello avere un maschio con cui guardarle. Come se alle femmine non piacessero per principio». Gli ha risposto che forse avrebbe più paura di avere proprio un maschio, «è scioccante rendersi conto di come i ragazzi in età precoce acquisiscano un senso di diritto e di potere, sul corpo delle ragazze e sul mondo in generale». Lui era d’accordo.

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