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23:47 giovedì 22 ottobre 2026
In una nuova biografia viene svelata l’origine del leggendario odio di Cormac McCarthy per la punteggiatura Da studente fu pagato per "sfoltire" i saggi del '700, a cominciare da Swift. Da lì inizio a odiare virgolette e punti e virgola, e a usare le virgole col contagocce.
Paul Mescal, Daisy Edgar Jones, Jonathan Glazer, Irvine Welsh, Tilda Swinton, i Kneecap e molti altri hanno firmato una lettera in difesa di Sally Rooney «Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista», inizia così la lettera pubblicata dopo che l'editore Faber ha ritirato i libri della scrittrice irlandese dai negozi del Regno Unito per via del suo sostegno a Palestine Action.
L’AI ha scoperto nel linguaggio su cui si regge il 70 per cento dei siti web una falla gravissima che era lì da 10 anni e di cui nessuno si era mai accorto Due vulnerabilità critiche in PHP permettono di prendere il controllo dei server senza autenticarsi. Adesso si tratta di correggerle prima che AI "cattive" ne approfittino.
Sulle nuove sterline Winston Churchill, Jane Austen, William Turner e Alan Turing lasceranno il posto a un riccio, un barbagianni, un bombo e una pulcinella di mare Quasi mezzo milione di britannici ha votato gli animali che sostituiranno i personaggi storici sulle prossime sterline. Hanno vinto il riccio, il barbagianni e il bombo, a cui la Banca d’Inghilterra ha aggiunto la pulcinella di mare.
A quanto pare tanti uomini leggono romanzi romance, ma si vergognano a dirlo e lo fanno di nascosto Leggono Bridgerton e romantasy, ne parlano solo su Discord e chiedono l’anonimato. In Italia sono quasi uno su cinque nella fascia tra i 25 e i 54 anni.
Richard Linklater sta girando il suo film più ambizioso, così ambizioso che non sarà pronto prima del 2040 È un adattamento del musical Merrily We Roll Along di Stephen Sondheim e per il momento sono ne state girate tre parti su nove.
Il 50 per cento dei Gen Z dice che evita di ballare in pubblico per paura di essere ripreso e diventare virale Quasi un ragazzo della Gen Z su due evita di ballare in pubblico per paura di essere filmato e finire sui social. Lo dice un sondaggio di LifeStance Health, secondo cui la FOMO ha lasciato il posto alla paura di diventare content senza volerlo.
Dopo 188 anni si è finalmente scoperto il luogo in cui è stata scattata la prima fotografia della storia a ritrarre degli esseri umani Nel 1838 Louis Daguerre voleva fotografare un boulevard, ma sulla lastra rimasero impressi anche due sconosciuti: un lustrascarpe e il suo cliente. Quasi due secoli dopo, tre registi hanno ritrovato il punto esatto in cui si trovavano, e ora una targa li ricorda.

Cosa ha scritto Emily Ratajkowski nel saggio su Vogue Us sulla sua gravidanza

27 Ottobre 2020

Che il 2020 sia e sia stato finora un anno indimenticabile è probabilmente opinione della maggioranza. Che sia stato anche un anno fortunato, però, forse lo può dire solo Emily Ratajkowski: dal successo del saggio scritto per The Cut (ne avevamo parlato qui) a settembre, a quello comparso ora su Vogue Us, con cui “Emrata” ha annunciato di essere incinta. L’articolo, che accompagna Who Will You Be?, il video di Lena Dunham in cui la modella e attrice racconta in modo molto personale la sua gravidanza, ha attirato l’attenzione per via di alcune dichiarazioni di Emily, che scrive: «Quando ci chiedono se speriamo sia maschio o femmina, io e mio marito diciamo che non sapremo il suo genere finché non avrà compiuto 18 anni. Poi ce lo farà sapere».

Emily parla infatti di identità di genere, quella in cui la persona si riconosce a un certo punto della vita: «La verità è che non abbiamo idea di chi o di cosa stia crescendo dentro di me. Chi sarà questa persona? Che tipo di genitori diventeremo? Come cambieranno le nostre vite e chi siamo? Questo è un concetto meraviglioso e terrificante, che ci rende impotenti». La sua intenzione è infatti quella di non imporre al figlio o alla figlia alcun tipo di stereotipo di genere, «ma per quanto progressista possa sperare di essere, capisco il desiderio di conoscere il sesso del bambino; che è comunque più un desiderio degli altri, piuttosto che nostro».

«Quando ho detto a mio marito che da piccola speravo avrei avuto una bambina, mi ha risposto “temo che una femmina, da adolescente, potrebbe avere molti problemi ad averti come madre, a livello di pressione sociale”, e mi ha fatto sussultare. Penso a mia madre, al fatto che da piccola spesso fossi gelosa di lei, e che la prima idea di bellezza che abbia mai avuto è stata quella per cui equivalesse al potere, come molte altre bambine», continua. Genere o meno, a suo marito, Sebastian Bear-McClard, piace dire “siamo incinta”. «Ma la gravidanza è per natura solitaria; è qualcosa che una donna fa da sola, dentro il suo corpo, non importa quali siano le sue circostanze. Nonostante abbia un partner amorevole e molte amiche pronte a condividere i dettagli delle loro gravidanze con me, alla fine sono sola con il mio corpo in questa esperienza. Non c’è nessuno che lo senta come lo sento io».

Nell’articolo, oltre a recuperare un tema già presente nel primo pezzo scritto su the Cut, a proposito di come il mondo si sia appropriato della sua vita e soprattutto della sua immagine – «Instagram sa che sono incinta prima della maggior parte dei nostri amici, e anche dei miei genitori» – Emily scrive anche di alcuni stereotipi ormai ancorati alla nostra società, chiedendosi se rappresentino qualcosa di vero: «Ho visto tantissimi “gender reveal party”, in cui i genitori e i parenti scoprono in diretta il sesso del bambino, e i padri sembrano sempre più sollevati quando dal palloncino cadono coriandoli azzurri. Mio marito mi ha giurato di non avere preferenze, ma una domenica mentre guardava la partita, l’ho sentito fare un’osservazione su quanto sarebbe bello avere un maschio con cui guardarle. Come se alle femmine non piacessero per principio». Gli ha risposto che forse avrebbe più paura di avere proprio un maschio, «è scioccante rendersi conto di come i ragazzi in età precoce acquisiscano un senso di diritto e di potere, sul corpo delle ragazze e sul mondo in generale». Lui era d’accordo.

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