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A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen Joy of Joys, questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

DSK e la legge Clinton

21 Luglio 2011

Di che cosa non stiamo parlando. Nessun paragone tra l’affaire DSK (riassunto: accusa di stupro, per ora tutta da provare, con teste messa in difficoltà ma anche del materiale forense che tiene il capitolo aperto) e la vicenda Clinton-Lewinski (riassunto: presidente+stagista+sigaro, insomma avete capito). Stupro, ovvero reato contro la persona, e tradimento, ovvero comportamento opinabile ma che riguarda solo il coniuge, sono due cose completamente distinte. Le considerazioni su satiri incanutiti ai tempi del viagra li lasciamo ad altri.

Di che cosa invece stiamo parlando. Della cameriera del Sofitel, a New York, che si fa chiamare dai media “Ophelia” e che ha accusato di stupro Dominique Strauss-Khan. In particolare, questo breve articolo tratta delle menzogne che la donna, un’immigrata africana originaria della Guinea, avrebbe raccontato per ottenere l’asilo negli Stati Uniti. Che c’entra Clinton?, direte. C’entra.

Le “carte false” di Ophelia. Nel corso delle loro contro-indagini, gli avvocati di DSK hanno portato alla luce molte cose sul passato dell’accusatrice, al punto da screditarla come teste. Cosa che ha messo in serissima difficoltà la pubblica accusa ma non ha fermato il processo, la cui prossima udienza è attesa per agosto. Ora, tra le varie ombre che i legali dell’economista francese hanno gettato sul passato della donna africana, c’è un fatto su cui vorremmo soffermarci: sempre stando alla documentazione fornita dalla squadra di Strauss-Khan, la cameriera avrebbe mentito al Dipartimento dell’immigrazione. In breve, avrebbe dichiarato di avere subìto in Guinea uno stupro di gruppo, mai avvenuto, per ottenere il diritto di asilo.

Un paio di cose su immigrate africane, stupri inventati e diritto d’asilo. A questo punto, la domanda da porsi è la seguente: ammesso e non concesso che le informazioni prodotte dagli avvocati di DSK siano corrette (onestamente, sembrano molto convincenti, ma come vale la presunzione d’innocenza per lui, lo stesso è per lei) e che Ophelia si sia davvero inventata uno stupro immaginario per ottenere l’asilo negli Usa, questo basta a fare automaticamente di lei un teste non credibile? A questo proposito, vi segnalo l’articolo di una professoressa di Gender Studies a Yale, Inderpal Grewal, pubblicato recentemente dal CSMonitor di Boston.

Gender-based. In breve, la docente di Yale sostiene che molte donne sono praticamente costrette a inventarsi episodi di violenza sessuale perché sono gli unici a convincere il Dipartimento dell’Immigrazione – rispetto alle meno gettonate, anche se talvolta più veritiere, storie di persecuzione politica, religiosa o semplicemente di fame. Sempre secondo la prof Grewal, questa tendenza è nata delle politiche dell’amministrazione Clinton, quando “a causa del lavoro fatto dal Women Refugees Project, la violenza sessuale come violazione dei diritti umani venne inclusa nelle nuove linee guida ‘gender-based’ per l’asilo.” Ve l’avevo detto che c’entrava, Clinton.

Conclusione. Se Ophelia ha mentito per ottenere l’asilo, così hanno fatto molte altre donne africane, che erano in fuga dalla guerra o dalla fame, ma non necessariamente da un branco di stupratori. Se ha mentito per salvarsi la pelle, o anche solo per inseguire un futuro migliore, ciò rappresenta un reato contro le leggi dell’Immigrazione, ma non fa di lei automaticamente una mitomane. Questo non significa che Strauss-Khan è colpevole. E non significa neppure che la cameriera del Sofitel è una teste credibile. Ma se dovete screditarla, screditatela per qualcos’altro.


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