Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
Si è dimesso l’intero comitato di selezione della prossima edizione di Documenta
La sedicesima edizione di Documenta, una delle più importanti manifestazioni di arte contemporanea a livello europeo, si dovrebbe tenere a Kassel tra giugno e settembre 2027. Ad aprile di quest’anno erano stati annunciati ufficialmente i nomi dei membri del comitato di selezione, ma nelle ultime settimane tutti e sei i curatori hanno rassegnato le dimissioni, riporta Artnet news. I primi a fare un passo indietro sono stati Bracha Lichtenberg Ettinger e Ranjit Hoskote lunedì 13 novembre, in due momenti distinti ma entrambi per ragioni legate al conflitto israelo-palestinese. I quattro curatori rimanenti – Gong Yan, Simon Njami, Kathrin Rhomberg e María Inés Rodríguez – hanno annunciato le dimissioni tre giorni dopo con una lettera congiunta.
Hanno spiegato che l’eccessiva semplificazione di realtà complesse e le limitazioni che queste comportano hanno reso impossibile lavorare a un progetto artistico che sia forte e significativo e procedere con la selezione. Hoskote, prima di dare le dimissioni, aveva firmato una petizione in cui si condannava un evento tenuto dal consolato israeliano all’università di Mumbai nel 2019. Il ministro della Cultura tedesco aveva risposto a Hoskote minacciando di ritirare i fondi statali per Documenta 16; di fronte a questa misura, la stessa Documenta ha invitato Hoskote a prendere le distanze dalla petizione, ma il curatore ha preferito dimettersi. A suo avviso, si era creato un clima tossico dove non era più possibile discutere. Lichtenberg Etting, un’artista e intellettuale israeliana aveva chiesto, in un primo momento, di poter sospendere il processo di selezione in quanto si trovava in Israele sotto gli attacchi missilistici erano e non riusciva a lavorare normalmente, ma visti i progressi fatti fino a quel momento, la richiesta è stata negata.
Se inizialmente i quattro curatori rimasti avevano considerato di posticipare le fasi successive dei lavori, di fronte alla fortissima presa di posizione dei colleghi, hanno cambiato idea sulla loro partecipazione. Hanno anche parlato della responsabilità storica della Germania di mostrare sensibilità di fronte ad atti di antisemitismo che secondo loro la nazione ha interiorizzato, ma che rischia, in questo frangente, di essere usata impropriamente da esponenti politici per silenziare la creatività e i valori che non rispecchiano la loro sensibilità. Questo avrebbe portato a un processo di selezione dettato da pregiudizi e semplificazione invece di discussioni e dibattiti sociali e artistici: un ambiente sterile per le idee e lo sviluppo di approcci creativi complessi e interessanti, che gli artisti si meriterebbero. Documenta ha risposto a sua volta all’ex comitato con un comunicato in cui afferma di rispettare la decisione e ringrazia gli artisti per il lavoro svolto, riporta Artnet news.
Il nuovo film di Anders Thomas Jensen è un oggetto stranissimo che riesce allo stesso tempo a far ridere e essere inquietante, trattando con leggerezza temi come identità e memoria. Ne abbiamo parlato con lui e con la sua musa, Mads Mikkelsen.
This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
Perché ogni volta che annunciano un nuovo adattamento di uno dei sei romanzi dell’autrice inglese è certo che lo guarderemo, anche se sarà molto simile ai precedenti e racconterà una storia letta e riletta.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.