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23:22 venerdì 9 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Di cosa si è parlato questa settimana

L'inizio della Cop28, la morte di Henry Kissinger, la vendetta di Ilary Blasi e le altre notizie degli ultimi giorni.

di Studio
02 Dicembre 2023

Ambiente – Cop di grazia
Si è aperta lo scorso 30 novembre la Cop28, che questa volta si tiene nientemeno che a Dubai, dettaglio non da poco nell’anno da record, in termini di effetti catastrofici del cambiamento climatico, che stiamo per lasciarci alle spalle. Tra i principali temi di discussione c’è il miraggio della riduzione delle emissioni e il fondo per i Paesi più vulnerabili, lo stesso a cui la premier Giorgia Meloni ha annunciato un contributo dell’Italia di 130 milioni di euro. La Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico è uno snodo diplomatico fondamentale, ma mai come in questa edizione sembra mossa da interessi lontanissimi dal reale sforzo di soluzione al problema del riscaldamento globale.

Politica – Colpa di Stato
Lo scorso mercoledì è morto, all’incredibile età di cento anni, Henry Kissinger, ex segretario di Stato degli Stati Uniti e uno dei politici americani più influenti del Novecento. I tanti profili che in questi giorni ne hanno ripercorso la lunghissima carriera lo descrivono come uno dei più spietati e lucidi diplomatici americani, colui che ha definito la politica estera degli Stati Uniti del secondo dopoguerra, l’uomo che ha avvicinato la Cina all’America (per “sottrarla” all’influenza di Mosca), ha supportato il colpo di Stato di Augusto Pinochet in Cile e il bombardamento della Cambogia tra le altre cose. Una carriera di grandi successi geopolitici, sicuramente, le cui ripercussioni sono visibili ancora oggi: un’eredità che è un eufemismo definire controversa.

Musica – Shane on me
A dare l’annuncio della morte di Shane MacGowan è stata la moglie Victoria Mary Clarke: l’ex cantante dei Pogues se ne è andato a 65 anni, a causa di una polmonite che lo tormentava da tempo e che nelle scorse settimane lo aveva costretto al ricovero in ospedale. Tantissimi i ricordi, gli omaggi e gli aneddoti seguiti alla notizia della morte: la storia di com’è nata “Fairytale of New York”, quella dell’amicizia fraterna con Sinead O’Connor, e poi i racconti di avventure tossiche e alcoliche. L’epitaffio più bello è forse quello del New York Times: «Una tendenza all’autodistruzione pareggiata solo dal talento di cantautore».

Arte – L’attimo fuggente
Elliott Erwitt era l’ultimo maestro della fotografia del Novecento: è morto il 29 novembre, a 95 anni. «Se volete sapere cosa ho da dire, guardate le mie foto», rispondeva sempre a chi gli chiedeva un’opinione su questo o quel fatto del mondo. Di foto ne ha lasciate centinaia, un’immensa eredità in cui è conservata una buona parte della storia del ‘900:  John F. Kennedy alla Casa Bianca, Castro a Cuba, Nixon a Mosca mentre punta il dito sul petto di Nikita Krusciov, solo per citare alcuni dei soggetti più noti. Soprattutto, Erwitt lascia una sua personalissima filosofia fotografica, una lezione per generazioni di artisti che verranno: la fotografia altro non è che «far vedere a un’altra persona quel che non può vedere perché è lontana, o distratta, mentre tu invece sei stato fortunato e hai visto».

Tv – Ilarytà
Secondo Laura Fontana, che ne ha scritto su Rivista Studio, «Unica finalmente riesce dove The Ferragnez non era riuscito, a essere l’emulazione fallita di un modello alto, laddove per alto si intende Al passo con i Kardashian e non la Royal Family inglese». Che il film Netflix sul divorzio tra Ilary Blasi e Francesco Totti abbia funzionato e stia funzionando – anche grazie al taglio femminista-performativo – è indubbio, ma non si può nemmeno negare che sia il trionfo dell’ultratrash italiano. E cosa c’è di più godibile di un bel documentario trash, tra lacrimucce a comando e «capelli in piega con l’immancabile boccolo Dyson Airwrap (la piega ufficiale a Roma nord)». Il problema è che c’è chi lo sta prendendo sul serio.

Polemiche – Chiamami col tuo nome
Le questioni di interesse nazionale si riconoscono dall’urgenza con le quali vengono raccontate, commentate, approfondite. L’urgenza massima è quella che costringe una ministra della Repubblica a girare un video mentre è in macchina – con la qualità audio-video che ne consegue – per rassicurare la popolazione: ci pensiamo noi, l’interesse nazionale è protetto. Prova di questa prontezza d’intervento l’ha data appunto la ministra del Turismo Santanchè, fulminea nel dire la sua sulla decisione di restituire a Cervinia l’antica denominazione francofona Le Breuil («Ma lo sapete quanto ci vuole a costruire una destination, una brand reputation», ha detto la ministra, svelando così, però, un pregiudizio pro-anglofonia che mette in dubbio la credibilità di tutto il suo intervento). Dopo giorni di appassionantissima e accesissima discussione, la soluzione. Cervinia non si chiamerà più Cervinia ma manco Le Breuil, dalle ceneri di entrambe sorge una nuova destination con una già fortissima brand reputation: Breuil-Cervinia.

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