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Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.

Detroit dolce Detroit

Racconto della notte elettorale coi sostenitori di Romney fra le note della Motown

01 Marzo 2012

Detroit – Il Michigan alla fine ha scelto Mitt Romney, il ragazzo di casa. Se in Arizona la vittoria dell’ex governatore del Massachusetts era scontata da giorni, sui Grandi Laghi è regnata una grande incertezza fino alla fine.
Nelle ultime due settimane Rick Santorum sembrava infatti in grado di strappare a Romney il suo Stato natale, quello dove il padre George fu un governatore di successo fra il 1963 e il 1969. L’ex senatore della Pennsylvania poteva contare anche sul sostegno di molti democratici, che grazie alle primarie aperte hanno provato a giocare un brutto scherzo a Romney presentandosi in massa alle urne repubblicane. Romney ha vinto di poco, ha guadagnato appena due delegati in più di Santorum nella corsa ai 1.144 necessari per la nomination, ma ha ottenuto una grande vittoria morale.
Alla notte elettorale di Romney a Novi, cittadina a mezzora da Detroit, l’atmosfera all’inizio era mesta, rassegnata. Dopo lo spoglio dei primi distretti, con Santorum schizzato subito avanti di un paio di punti, lo staff dell’ex governatore del Massachusetts aveva addirittura deciso di spegnere i maxischermi. Qualche minuto più tardi però Fox News è stata riaccesa di corsa. Romney era avanti di tre punti, un vantaggio che ha poi mantenuto fino alla fine. Con l’annuncio della vittoria schiacciante in Arizona, ottenuta con il 47,3% dei voti contro il 26,6% di Santorum, le facce dei sostenitori si sono distese e lo staff ha alzato il volume della musica: tanta Motown, in onore ai ragazzi di casa di Detroit. Sulle voci di Marvin Gaye e Diana Ross alcuni sostenitori hanno accennato qualche passo di danza, in attesa dell’arrivo di Romney.
A introdurlo è stato sono stati il governatore del Michigan Rick Snyder e il procuratore generale dello Stato Bill Schuette, uno showman che ha scaldato la sala prima dell’ingresso dei coniugi Romney: Ann, che ha ringraziato tutti, e Mitt, che è tornato ad attaccare Barack Obama fra l’entusiasmo del pubblico.
La sfida del Michigan era quella importante e a sorpresa Romney ha vinto anche la contea di Wayne, quella di Detroit, dove Santorum sembrava nettamente favorito dal gioco sporco dei democratici. Questa città è infatti un feudo liberal nel cuore di uno stato più conservatore. Detroit elegge dal 1962 sindaci democratici, nonostante la città sia caduta in disgrazia, e non si è fermata neanche nel 2008, quando il giovane sindaco Kwame Kilpatrick è stato costretto a dimettersi ed è finito in galera travolto dagli scandali.

Fino agli anni sessanta il Michigan era una terra orgogliosa, forte di un’industria automobilistica che sembrava invincibile. Ford, Gm e Chrysler davano lavoro a tutta la città. “Qua la vita era il massimo”, ricorda Ed, membro del partito democratico della contea di Macomb, memoria storica della vita politica di Detroit. “Avevamo tutti una casa in città, un cottage sui laghi, un’auto e una barchetta. Se venivi licenziato prendevi l’80% dello stipendio fino a che non venivi riassunto. C’era la fila per essere licenziati”. Poi però le cose hanno cominciato a cambiare, e non è stata colpa della crisi dell’industria automobilistica.
Oggi Detroit è una città malinconicamente deserta, che ha cominciato a svuotarsi dopo la rivolta del luglio 1967, quando l’intera città fu messa a ferro e fuoco per cinque giorni. Erano le prime ore dell’alba del 23 luglio quando la polizia fece irruzione in un locale notturno della 12th street. Il bar era noto come blind pig, vendeva alcolici senza permesso ed era aperto oltre l’orario di chiusura. La polizia pensava di trovare all’interno appena venti persone, ma ce n’erano almeno ottanta. Stavano festeggiando il ritorno di un veterano dal Vietnam. Mentre tutti i presenti venivano arrestati, fuori dal bar cominciò a radunarsi una piccola folla. Era un bar frequentato da afroamericani e l’intervento della polizia, al tempo tutti bianchi, fece scoppiare la rivolta. Alcune persone cominciarono a saccheggiare un negozio di vestiti lì vicino e in poche ore gli scontri si allargarono a tutta la città. Morirono 43 persone e ci furono 7.200 arresti. Per fermare gli scontri, che distrussero oltre 2.000 edifici, il governatore Romney fu obbligato a mandare la Guarda Nazionale e il presidente Lyndon B. Johnson inviò l’esercito.
L’esodo è cominciato allora, e Detroit è passata in qualche decennio da una popolazione di 1,8 milioni ad appena 700.000 abitanti.
Adesso la città si ritrova senza la middle class e con le grandi case automobilistiche che hanno lasciato il centro, preferendo i sobborghi. In questa atmosfera spettrale di case abbandonate ed edifici fatiscenti continua a regnare una intellighenzia democratica che ieri in massa aveva scelto di appoggiare Santorum, ma non è bastato. Romney, il ragazzo di casa, ha vinto le primarie del Michigan con il 41,1% dei consensi, contro il 37,9 di Rick Santorum e ora può arrivare al Super Tuesday del 6 marzo con la tranquillità del favorito.

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