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22:38 mercoledì 13 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

Detroit dolce Detroit

Racconto della notte elettorale coi sostenitori di Romney fra le note della Motown

01 Marzo 2012

Detroit – Il Michigan alla fine ha scelto Mitt Romney, il ragazzo di casa. Se in Arizona la vittoria dell’ex governatore del Massachusetts era scontata da giorni, sui Grandi Laghi è regnata una grande incertezza fino alla fine.
Nelle ultime due settimane Rick Santorum sembrava infatti in grado di strappare a Romney il suo Stato natale, quello dove il padre George fu un governatore di successo fra il 1963 e il 1969. L’ex senatore della Pennsylvania poteva contare anche sul sostegno di molti democratici, che grazie alle primarie aperte hanno provato a giocare un brutto scherzo a Romney presentandosi in massa alle urne repubblicane. Romney ha vinto di poco, ha guadagnato appena due delegati in più di Santorum nella corsa ai 1.144 necessari per la nomination, ma ha ottenuto una grande vittoria morale.
Alla notte elettorale di Romney a Novi, cittadina a mezzora da Detroit, l’atmosfera all’inizio era mesta, rassegnata. Dopo lo spoglio dei primi distretti, con Santorum schizzato subito avanti di un paio di punti, lo staff dell’ex governatore del Massachusetts aveva addirittura deciso di spegnere i maxischermi. Qualche minuto più tardi però Fox News è stata riaccesa di corsa. Romney era avanti di tre punti, un vantaggio che ha poi mantenuto fino alla fine. Con l’annuncio della vittoria schiacciante in Arizona, ottenuta con il 47,3% dei voti contro il 26,6% di Santorum, le facce dei sostenitori si sono distese e lo staff ha alzato il volume della musica: tanta Motown, in onore ai ragazzi di casa di Detroit. Sulle voci di Marvin Gaye e Diana Ross alcuni sostenitori hanno accennato qualche passo di danza, in attesa dell’arrivo di Romney.
A introdurlo è stato sono stati il governatore del Michigan Rick Snyder e il procuratore generale dello Stato Bill Schuette, uno showman che ha scaldato la sala prima dell’ingresso dei coniugi Romney: Ann, che ha ringraziato tutti, e Mitt, che è tornato ad attaccare Barack Obama fra l’entusiasmo del pubblico.
La sfida del Michigan era quella importante e a sorpresa Romney ha vinto anche la contea di Wayne, quella di Detroit, dove Santorum sembrava nettamente favorito dal gioco sporco dei democratici. Questa città è infatti un feudo liberal nel cuore di uno stato più conservatore. Detroit elegge dal 1962 sindaci democratici, nonostante la città sia caduta in disgrazia, e non si è fermata neanche nel 2008, quando il giovane sindaco Kwame Kilpatrick è stato costretto a dimettersi ed è finito in galera travolto dagli scandali.

Fino agli anni sessanta il Michigan era una terra orgogliosa, forte di un’industria automobilistica che sembrava invincibile. Ford, Gm e Chrysler davano lavoro a tutta la città. “Qua la vita era il massimo”, ricorda Ed, membro del partito democratico della contea di Macomb, memoria storica della vita politica di Detroit. “Avevamo tutti una casa in città, un cottage sui laghi, un’auto e una barchetta. Se venivi licenziato prendevi l’80% dello stipendio fino a che non venivi riassunto. C’era la fila per essere licenziati”. Poi però le cose hanno cominciato a cambiare, e non è stata colpa della crisi dell’industria automobilistica.
Oggi Detroit è una città malinconicamente deserta, che ha cominciato a svuotarsi dopo la rivolta del luglio 1967, quando l’intera città fu messa a ferro e fuoco per cinque giorni. Erano le prime ore dell’alba del 23 luglio quando la polizia fece irruzione in un locale notturno della 12th street. Il bar era noto come blind pig, vendeva alcolici senza permesso ed era aperto oltre l’orario di chiusura. La polizia pensava di trovare all’interno appena venti persone, ma ce n’erano almeno ottanta. Stavano festeggiando il ritorno di un veterano dal Vietnam. Mentre tutti i presenti venivano arrestati, fuori dal bar cominciò a radunarsi una piccola folla. Era un bar frequentato da afroamericani e l’intervento della polizia, al tempo tutti bianchi, fece scoppiare la rivolta. Alcune persone cominciarono a saccheggiare un negozio di vestiti lì vicino e in poche ore gli scontri si allargarono a tutta la città. Morirono 43 persone e ci furono 7.200 arresti. Per fermare gli scontri, che distrussero oltre 2.000 edifici, il governatore Romney fu obbligato a mandare la Guarda Nazionale e il presidente Lyndon B. Johnson inviò l’esercito.
L’esodo è cominciato allora, e Detroit è passata in qualche decennio da una popolazione di 1,8 milioni ad appena 700.000 abitanti.
Adesso la città si ritrova senza la middle class e con le grandi case automobilistiche che hanno lasciato il centro, preferendo i sobborghi. In questa atmosfera spettrale di case abbandonate ed edifici fatiscenti continua a regnare una intellighenzia democratica che ieri in massa aveva scelto di appoggiare Santorum, ma non è bastato. Romney, il ragazzo di casa, ha vinto le primarie del Michigan con il 41,1% dei consensi, contro il 37,9 di Rick Santorum e ora può arrivare al Super Tuesday del 6 marzo con la tranquillità del favorito.

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