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00:23 giovedì 27 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

C’è un genere letterario in cui i fan “uccidono” i loro idoli e i loro personaggi preferiti

24 Febbraio 2020

La death-fiction è una delle ramificazioni più recenti, e per certi versi inquietanti, del vasto panorama della fan-fiction. Si tratta di un genere in cui l’autore “uccide” un personaggio di finzione (di un romanzo, di un film, di un cartone animato) o persino un idolo reale con la sola forza della mente: ovvero inventando e scrivendo una storia che, avendo questo personaggio per protagonista, lo faccia morire – e spesso in un modo davvero orribile.

Kaitlyn Tiffany si è occupata di questo fenomeno per l’Atlantic, e dopo una minuziosa ricerca ha concluso che «si trovano esempi di death-fiction per praticamente ogni personaggio (sia finto che vero) esistente». Ce ne sono su Rihanna, che viene fatta morire e poi reincarnare in una specie di messia moderno, e ce ne sono sui membri della band K-pop BTS tutti assieme: dopo essere morti diventano dei fantasmi e si perseguitano a vicenda. E ancora, per restare nel campo delle celebrità, esistono death-fiction su Justin Bieber, su Tom Hiddleston, e anche su Rafa Nadal. Poi c’è il campo dei personaggi di finzione, come Kim Possible di Disney Channel o Harry Potter.

Non è facile capire chi si nasconda dietro questo nuovo filone, ha spiegato Tiffany sull’Atlantic, perché nella maggior parte dei casi gli autori pubblicano le loro storie online tramite pseudonimi. In ogni caso la fan-fiction è sempre stata un fenomeno prevalentemente femminile: un sondaggio del 2010 condotto da FanFiction.net rivelò che il rapporto era di appena due uomini ogni dieci iscritti a portali di questo tipo.

Per chi si chiedesse il senso di tutto ciò la risposta più plausibile è che gli autori di death-fiction cerchino una scarica di adrenalina: «Lo scopo», ha scritto una utente che “uccise” Batman nel 2007, «è quello di creare un contesto emotivo dove la morte del personaggio ci colpisca, di modo che la percezione della perdita sia reale». Così facendo – questa l’interpretazione di Tiffany sull’Atlantic, che in effetti pare avere un senso – viene a generarsi per contrasto un senso di alleviamento: usciti dalla death-fiction, che è appunto fiction, si potrà tornare ad un mondo “reale” in cui Frodo o Justin Bieber o chi per lui sono ancora vivi e vegeti, e in ottima salute. Qualcosa di simile ad un gran sospiro di sollievo.

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