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Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
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La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Davvero nella cultura tibetana ci si saluta usando la lingua?

11 Aprile 2023

La ricostruzione di quanto accaduto – «il Dalai Lama spesso scherza con le persone che incontra in modo innocente e giocoso» – è stata talmente surreale che viene da capire gli sforzi di tutti quelli che in queste ore stanno cercando una spiegazione alternativa al video, girato moltissimo sui social il 10 aprile e ripreso poi da tutti i giornali del mondo, che ha lasciato tutti interdetti (e un tantino disgustati): quello in cui il leader spirituale del buddismo tibetano chiede a un bambino prima di dargli un bacio sulle labbra e poi di «succhiargli la lingua». Le scuse ufficiali sono già arrivate – «Sua Santità vuole scusarsi con il bambino e le sua famiglia, oltre che con tutti gli amici in ogni parte del mondo, per la sofferenza che le sue parole possono aver provocato» – ma ovviamente non sono bastate. Il gesto del Dalai Lama è stato definito, come riporta l’Independent, da inappropriato a disgustoso, e c’è stato anche chi lo considera una vera e propria molestia a danno di un minore. Ma c’è stato anche chi ha difeso il Dalai Lama, dicendo che si è trattato soltanto di un malinteso, di un fraintendimento occidentale di un «modo di esprimersi tibetano», hanno spiegato diversi attivisti. Tra questi, Namdol Lhagyari, esule tibetana, che su Twitter ha scritto che «l’espressione delle emozioni oggi coincide con la maniera occidentale di esprimere le emozioni. Usare questa maniera estranea, usare usi e costumi stranieri per interpretare il modo tibetano di mostrare le emozioni è orrendo».

Secondo queste persone, nella tradizione tibetana mostrare la lingua è un segno di rispetto, un modo per dare ragione all’interlocutore e anche un gesto per salutare. Citano, queste persone, diverse ricerche condotte e pubblicate dall’Institute of East Asian Studies dell’Università di Berkeley, in California. Un’ulteriore prova di questa tradizione la si potrebbe trovare anche nel film Sette anni in Tibet: in una scena il protagonista, interpretato da Brad Pitt, incontra un gruppo di bambini tibetano che, alla sua vista, tirano fuori la lingua. Nel film, però, non viene mai precisato che si tratta della maniera tibetana di dire buongiorno. Una tradizione che, a quanto pare, risale addirittura al IX secolo: sarebbe stata introdotta per prendere in giro il re tibetano dell’epoca, Lang Darma, che la leggenda vuole non tirasse mai fuori la lingua perché, per qualche ragione (malattia, maledizione, scarsa igiene orale, non si sa), era completamente nera. Dopo la morte di Lang Darma, la “linguaccia” sarebbe rimasta tra le abitudini tibetane come un metodo veloce e efficace con il quale le persone dimostravano di non essere la reincarnazione del malvagio sovrano. Resta però da capire perché il Dalai Lama abbia chiesto a un bambino di succhiargli la lingua: di questo, nel folklore tibetano non c’è nessuna traccia.

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