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17:31 sabato 4 luglio 2026
I produttori del film di Il mio anno di riposo e oblio hanno dovuto trovare una nuova regista perché Yorgos Lanthimos è stanco e non vuole più girarlo L'adattamento del romanzo di Ottessa Moshfegh sarà diretto da Rose Glass, la regista di Saint Maud e Love Lies Bleeding.
Per l’80esimo compleanno di Syd Barret uscirà un doppio album celebrativo in cui suoneranno anche David Gilmour e Nick Mason dei Pink Floyd Uscirà il il 9 ottobre e si intitolerà Clowns And Jugglers: The Songs Of Syd Barrett, parte di una grande festa in programma a Cambridge, la sua città natale.
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms e il prossimo Obsession Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.

La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo

La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.

01 Aprile 2026

L’Europa sembra scivolare in un loop temporale che rievoca le atmosfere del 2020, sostituendo però il Covid con la crisi energetica. Le parole del Commissario Europeo per l’Energia, Dan Jørgensen, riportate da Politico «lavorare da casa, rallentare sulle autostrade e rinunciare ai voli superflui» suonano come una liturgia del sacrificio necessario. «Anche se la pace dovesse arrivare domani, non torneremo comunque alla normalità nel breve periodo», ha aggiunto, a seguito della riunione straordinaria di tutti i Ministri dell’Energia dell’Ue tenutasi martedì 31 marzo per discutere della crisi.

Il conflitto in Medio Oriente ha trasformato il greggio e il gas in armi di pressione geopolitica, con prezzi aumentati del 70 per cento in poche settimane. Mentre un quinto delle forniture mondiali resta intrappolato nel Golfo Persico, l’Unione Europea si è scoperta drammaticamente vulnerabile, stretta tra la necessità di una sicurezza immediata e l’urgenza di un’indipendenza energetica che finora è rimasta esclusivamente sulla carta. La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza proposte concrete, ma con la consapevolezza che lo shock odierno potrebbe superare per conseguenze la crisi petrolifera degli anni ’70, costringendo il continente a una conversione forzata e a una accelerazione brutale su rinnovabili, nucleare e biocarburanti.

L’invito a «viaggiare meno» e a «condividere l’auto» non è solo un consiglio pragmatico, ma il manifesto di un’Europa che cerca di trasformare la propria fragilità in un nuovo modello di resistenza. Si aggiunge poi la transizione verde, a lungo discussa come un orizzonte etico o un obiettivo di posizionamento, che diventa oggi una delle poche via d’uscita per una sopravvivenza politica reale. Se il secolo scorso è stato dominato dal mito della velocità e del consumo illimitato, il 2026 si profila come l’anno in cui la imitazione – mascherata da efficienza tecnologica e smart working – diventa la condizione necessaria per non soccombere al disordine globale, almeno in campo energetico.

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«Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.