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Secondo il Financial Times la crisi abitativa di Milano ormai è più grave anche di quella di Londra I prezzi delle case in città sono aumentati del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento.
Gli Strokes hanno usato il palco del Coachella per denunciare tutti i crimini che gli Usa hanno commesso nel mondo dagli anni ’50 a oggi Lo hanno fatto con un video in cui mostravano i colpi di Stato in Cile, Bolivia, Congo (solo per citarne alcuni) e poi i bombardamenti su Gaza e Iran.
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Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
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Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.

Riscoprire la Cosmic House, tempio dell’architettura postmoderna

A Londra, è finalmente visitabile per la prima volta la casa privata di Charles Jencks, architetto, paesaggista e teorico del movimento che ha fatto dell'universo la materia a cui ispirarsi.

di Studio
28 Settembre 2021

Nonostante sia nato in America, a Baltimora, dopo una laurea in Lettere ad Harvard, Charles Jencks (1939-2019) si sposta a Londra per inseguire la propria passione per l’architettura. È proprio nella città, dove si trasferisce per lungo tempo (si sarebbe poi stabilito definitivamente in Scozia), che Jencks si impegna per porre le basi del Postmoderno, con la pubblicazione di The Language of Post-Modern Architecture del 1977 e con quelle opere che combinando la teoria del caos alla fisica quantistica, la meccanica ondulatoria alla genetica molecolare, decretano per sempre la fine del Movimento Moderno. Un nuovo modo di intendere la disciplina che Jencks, teorico della corrente, fa coincidere con la demolizione, il 16 marzo 1972, del primo dei 33 edifici che compongono il quartiere di Pruitt-Igoe, a Saint-Louis, troppo presto degradatasi. La modernità ha tradito le promesse, l’utopia di quell’architettura che doveva essere socialmente utile si è disintegrata: ora sarà estetica, senza ideologia, frammentaria e sorprendente come l’universo.

Cosmic House, courtesy of Lily Jencks. Fotografie di Sue Barr

Tempio di simili speculazioni secondo cui l’architettura, soprattutto quella del paesaggio, diviene “cosmica”, modellata cioè da geometrie complesse, da curve e spirali, è la Cosmic House, un progetto di conversione di una villa vittoriana a Holland Park, a Londra, per la quale dal 1978 ha inizio una collaborazione tra Charles e la moglie, Maggie Jencks, e l’architetto Terry Farrell con il contributo di Piers Gough, Eduardo Paolozzi, Michael Graves e altri: tutti insieme con l’obiettivo di creare una casa privata che serva anche come dimora spirituale del Postmoderno, e che accolga quindi conversazioni con i principali architetti e pensatori dell’epoca. L’eredità dello storico, critico, architetto e paesaggista aprirà ora al pubblico per la prima volta (dal 24 settembre, ci si prenota qui) grazie a un nuovo progetto di riconversione che ha trasformato la Cosmic House in uno spazio espositivo e di archivio, volto a ospitare mostre e conferenze.

Così come per il Garden of Cosmic speculation a Dumfries, in Scozia, giardino al cui interno si trova una rappresentazione del cosmo, nella Cosmic House ogni stanza dedicata a una stagione è costruita in modo che, dal centro, sia possibile scorgere anche le altre. Come se il tempo, oltre che lo spazio, fosse fisico, tangibile, e ci si potesse spostare al suo interno come ci si muove in una casa. «I miei genitori hanno progettato la Cosmic House come una polemica giocosa», ha spiegato Lily Jencks, figlia di Charles e Maggie, nonché co-progettista della riqualificazione. «Speriamo che il dibattito culturale intorno all’architettura continui a essere provocatorio, magari grazie a nuovi spazi di condivisione proprio come questo».

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