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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

A New York sempre più persone apprezzano come il governatore Cuomo sta gestendo la crisi

25 Marzo 2020

Mentre la pandemia di Coronavirus continua a diffondersi nel mondo, New York sta vivendo una delle crescite esponenziali più veloci. Come segnala il New York Times, martedì 24 marzo i funzionari della Casa Bianca hanno espresso una crescente preoccupazione per la situazione nella città, suggerendo alle persone che hanno attraversato o lasciato New York di mettersi in quarantena per i prossimi 14 giorni. Secondo gli esperti, lì l’epidemia potrebbe raggiungere il suo apice molto prima del previsto: la zona è a tutt’oggi considerata una delle più calde per la diffusione del virus e viene paragonata a quelle della Cina e dell’Europa che negli ultimi mesi ne sono state sopraffatte.

Mentre i newyorkesi si rintanano in casa e internet si riempie di foto della città svuotata, il governatore democratico dello stato Andrew Cuomo vive una nuova popolarità grazie alla risposta determinata con cui sembra stia affrontando queste prime fasi dell’emergenza. È un fenomeno curioso, che abbiamo osservato in Italia a proposito del premier Giuseppe Conte, che è diventato addirittura un meme, e che rende conto bene della situazione di eccezionalità che ci ritroviamo a vivere. Ha scritto Rebecca Fishbein su Jezebel che la conferenza stampa giornaliera di Cuomo è diventata uno dei momenti che più aspetta durante le sue giornate di reclusione.

«Ho lavorato per anni sulle notizie locali di New York e ho sviluppato un’intensa e ragionevole antipatia per Cuomo – scrive la giornalista di Jezebel – Ha ripetutamente ostacolato i tentativi di riformare il sistema giudiziario criminale, ha approfittato di un congresso statale conservatore per impedire che la legislazione progressiva sulla salute riproduttiva diventasse legge, si è dato da fare con la Metropolitan Transportation Authority (Mta) così tanto che ha costretto l’unico leader valido a dimettersi». Eppure, in questi tempi di crisi gravissima, «ho bisogno del misurato bullismo di Cuomo, del modo in cui gli piace eludere le direttive del governo federale e di quello in cui combatte con una leadership della città sempre più incompetente. Non solo, ma meno contatti ho con altri umani, più comincio a pensare a Cuomo come al mio unico amico. Ho iniziato a ridere delle sue piccole battute. Mi sorprendo a toccarmi i capelli (non la faccia!) quando parla di un aumento della capacità di somministrare test. Sono andata in estasi quando ha detto a un giornalista che aveva il suo programma di allenamento. Ho visto una clip di lui e suo fratello Chris Cuomo [giornalista della Cnn, ndr] che litigavano per la madre almeno 20 volte», conclude.

Ha notato Rachel Tashjian su Gq che anche i vestiti che indossa e il set che sceglie durante le conferenze ispirano fiducia. Al posto dei complicati grafici che in questi giorni proliferano ovunque, il governatore sceglie di presentare i suoi dati impaginati in grafiche decisamente più modeste e immediate, alle sue spalle il monitor è sempre illuminato dal blu dei democratici, mentre il suo stile potrebbe essere riassunto con l’espressione “diligente monotonia”, «l’equivalente in Power Point della moda al servizio della politica». Quando non si veste in tenuta da Protezione Civile le sue camicie sono stropicciate sotto la giacca e l’atteggiamento è quello di uno stanco e preoccupato coach che cerca di indirizzare la sua squadra fuori dalle acque pericolose. Un atteggiamento che, assieme alle misure drastiche e al rifiuto di seguire la linea “morbida” di Washington delle prime settimane, gli sta facendo guadagnare un consenso insperato, anche se è difficile definirlo un consenso politico vero e proprio. In Italia ci siamo già passati, e forse i meme di Conte ci fanno già meno ridere rispetto a una settimana fa.

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