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19:27 venerdì 12 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.

Alla COP30 non ci saranno i leader di Stati Uniti, Cina e India, cioè dei tre Paesi che inquinano di più al mondo

Alla Conferenza sul clima di Belém, in Brasile non ci saranno né Trump né Xi né Modi: la loro assenza, ovviamente, è un messaggio politico.

10 Novembre 2025

Stati Uniti, Cina e India hanno deciso di non partecipare (a partecipare molto poco) alla COP30 che quest’anno si svolge a Belém, in Amazzonia, lasciando che l’Europa si presenti come ultimo, debole baluardo a difesa della di quella transizione ecologica che fino a poco tempo fa sembrava . A dieci anni dagli accordi di Parigi – che prevedevano l’impegno a limitare il riscaldamento globale entro il grado e mezzo di aumento – l’Unione Europea è rimasta la sola a insistere sugli impegni presi: i rappresentanti dell’Ue arrivano al vertice con l’intenzione di «tenere vivo l’obiettivo di 1,5 gradi» e di trovare nuovi fondi per i Paesi più vulnerabili, come ha ricordato Ursula von der Leyen a Euronews. L’importanza della dichiarazione è ridimensionata dall’assenza dei leader dei tre Paesi che inquinano di più al mondo: Stati Uniti, Cina e India.

Washington ha completamente disertato l’evento, Pechino ha inviato il vicepremier, mentre Nuova Delhi ha mandato in sua rappresentanza solo un ambasciatore: l’impressione è quella di una presenza simbolica. Le grandi potenze industriali stanno tornando a chiudersi nel recinto del proprio interesse nazionale: negli Stati Uniti di Trump la parola decarbonizzazione è ormai sinonimo di perdita di sovranità, mentre in Cina e in India il discorso ambientalista si intreccia con la competizione tecnologica e con la sicurezza energetica nazionale. Per Bruxelles invece, l’assenza dei “grandi tre” trasforma COP30 in un test di credibilità. Da un lato, l’Unione può rivendicare il primato di chi finanzia e guida la transizione, dopo aver investito 42,7 miliardi di euro nel 2024. Dall’altro, il Vecchio continente deve difendersi da un crescente scetticismo interno, che accusa questa posizione di impoverire l’Europa, trasformandola durante il summit annuale in un «bancomat globale».

A rimanere sempre uguale è la posizione della comunità scientifica internazionale, basata su centinaia di studi che dimostrano l’urgenza di un green deal per tutto il pianeta.

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