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06:45 sabato 20 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Perché si riparla di una lite tra Richard Ford e Colson Whitehead del 2001

15 Giugno 2017

Nel 2001 Colson Whitehead, l’autore afroamericano che lo scorso aprile ha vinto il premio Pulitzer per il suo romanzo The Underground Railroad, ha recensito una raccolta di short story di Richard Ford, A Multitude of Sins. La recensione di Whitehead, decisamente virata sulla stroncatura, diceva: «Quasi ogni storia tratta di tradimento, regolarmente in una di due fasi: nella fine dei giorni più caldi di una relazione clandestina, o nel periodo successivo a una scappatella. I personaggi sono quasi indistinguibili. Se fossi un epidemiologo, direi che una sorta di epidemia spirituale ha iniziato a contagiare i professionisti della upper-middle-class bianca». All’inizio Ford non ha risposto, ma due anni dopo, quando i due scrittori si sono incontrati a una festa, l’autore di Sportswriter ha detto al collega «sei un bambino, dovresti crescere», prima di sputargli in pieno volto.

513xB+00JBL._SY344_BO1,204,203,200_L’accaduto è tornato d’attualità per un pezzo che Ford – appena tornato in libreria con Between Them (in Italia, Tra di loro, edito da Feltrinelli) – ha pubblicato su Esquire, “A Novelist Takes on His Critics”. Nel suo intervento, il settantatreenne dice: «Mi rendo conto che le mie sensazioni riguardanti quel mio brutto comportamento sono solo un punto di questioni legittime. Ma posso dirvi che, a oggi, non ho cambiato idea sul signor Whitehead, o la sua recensione, o la mia replica». A quasi quindici anni di distanza, insomma, Ford non ha dimenticato, e anzi dimostra di aver serbato intatto il suo rancore per Whitehead, che al tempo dei fatti aveva risposto al gesto del collega dicendo: «Vorrei mettere in guardia le molte altre persone che hanno passato al setaccio il libro: potreste aver bisogno di un impermeabile, in caso di Ford inclemente».

A voler essere precisi, Ford è solito prendere le critiche sul personale, specifica il Guardian: dopo una recensione negativa firmata di Alice Hoffman, ha rivelato allo stesso quotidiano inglese di aver portato un suo libro nel cortile sul retro di casa sua e avergli sparato (!), recapitandolo poi all’autrice per via postale; in un’altra occasione, decenni dopo una stroncatura di Larry McMurtry del suo romanzo d’esordio, A Piece of My Heart, ha dichiarato che non gli dispiacerebbe «mostrare a Larry cosa penso della sua recensione». Ma la portata dello scontro con Whitehead per alcuni è sintomo di un altro problema, che ha a che fare col razzismo (Whitehead, come detto, è di origine afroamericana): la saggista Rebecca Solnit ha scritto che «non è una battaglia, è solo un verme bianco che sputa su un uomo di colore come i razzisti bianchi che partecipano ai contro sit-in». Peraltro, nota sempre il Guardian, è lo stesso Richard Ford ad aver ammesso in diverse occasioni di essere cresciuto con una mentalità da uomo bianco nato nel Mississipi degli anni Quaranta: nel 1999, scrivendo di un viaggio sul fiume Mississipi fatto con un collega, ha anche ammesso di essersi espresso – in una serie di lettere risalenti alla fine degli anni Ottanta – con «insulti razzisti».

Immagine in evidenza e testata Getty Images
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