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12:51 martedì 21 aprile 2026
Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.
Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di di Fellini E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.
L’AI sta facendo perdere il lavoro a così tante persone che si inizia a parlare di mega layoff, cioè di mega licenziamenti A quanto pare sta diventando un vero e proprio "trend" tra le aziende, tanto che molte licenziano anche se non sono in difficoltà economiche.
È stato annunciato un altro sequel di Top Gun e ovviamente anche stavolta il protagonista sarà Tom Cruise Del film si sa ancora pochissimo, ma l'unica conferma che importa davvero c'è già: Maverick non va in pensione, nemmeno a 63 anni.
Secondo il Financial Times la crisi abitativa di Milano ormai è più grave anche di quella di Londra I prezzi delle case in città sono aumentati del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento.
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Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
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Bill e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione parlamentare che indaga sul caso Epstein

In una lettera pubblicata dal New York Times, i Clinton hanno accusato il presidente della commissione di persecuzione ai loro danni.

13 Gennaio 2026

Si può attaccare il Venezuela, minacciare la Colombia e Cuba di subire la stessa sorte, ribadire che la Groenlandia deve diventare americana con le buone o con le cattive, ventilare un intervento anche in Iran a sostegno della popolazione che protesta contro l’ayatollah. Si può fare tutto questo e comunque il pubblico americano continuerà a interessarsi sempre della stessa cosa, di una sola cosa: il caso Epstein. Adesso più che mai, verrebbe da dire, vista la decisione di Bill e Hillary Clinton di rifiutare di andare a testimoniare davanti alla commissione parlamentare che sta indagando sul caso Epstein. I Clinton hanno annunciato e spiegato la loro decisione con una lettera, di cui il New York Times è entrato in possesso, in cui scrivono che «per tutte le persone arriva un momento in cui decidono di aver visto abbastanza, di averne abbastanza, un momento in cui decidono di combattere per questo Paese, per i suoi princìpi e il suo popolo, a qualsiasi costo».

Si riferiscono, i Clinton, a quello che ritengono un’arma di distrazione di massa che l’amministrazione Trump sta impiegando per far dimenticare ai cittadini americani quanto Trump sia coinvolto nel caso Epstein (molto, a detta di tutti quelli che si sono presi la briga di compulsare i file fin qui pubblicati dal governo americano). A capo della commissione parlamentare, infatti, c’è il senatore repubblicano del Kentucky James R. Comer. Trumpianissimo, ossessionato dai Clinton (a detta dei Clinton), che da mesi cerca di portare davanti alla sua commissione per ascoltare la loro testimonianza sulle vite, parole, opere e missioni di Jeffrey Epstein. Comer vuole – voleva, a questo punto – che i Clinton fornissero la loro testimonianza in modo da poter poi girare tutto al Justice Department e mettere formalmente sotto accusa l’ex Presidente e la ex First Lady. Come ultimissima scadenza, Comer aveva fissato martedì 13 gennaio per Bill e mercoledì 14 gennaio per Hillary. Dopodiché, Comer ha promesso che avrebbe accusato sia Bill che Hillary di oltraggio alla corte.

Stante così le cose, c’è l’altissimo rischio che la faccenda diventi una questione legale piuttosto intricata. I Clinton, sostanzialmente, accusano Comer di persecuzione, di star usando (e abusando, secondo diversi precedenti stabiliti dalla Corte Suprema e segnalati dagli avvocati dei Clinton) di poteri che il Congresso gli ha concesso per condurre un processo il cui unico intento è umiliarli e coinvolgerli in una vicenda riguardo alla quale entrambi hanno ribadito di non avere «alcuna informazione rilevante». Ciò che di rilevante i Clinton sanno affermano di averlo già fatto sapere a Comer e alla commissione d’inchiesta con delle deposizioni scritte. Non si capisce perché, sostengono Bill e Hillary, Comer si sia accontentato di queste deposizioni scritte in altri sette o otto casi, in cui i diretti interessati non si sono poi dovuti presentare davanti alla commissione. Per i Clinton non basta la parola scritta, evidentemente, e Comer insiste che la loro testimonianza deve essere resa di persona, in un’udienza a porte chiuse. Con un invito che, a questo punto, sembra destinato a cadere nel vuoto, gli avvocati dei Clinton hanno suggerito a Comer di «farsi indietro».

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