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06:55 sabato 24 ottobre 2026
Art Basel Paris ha deciso di chiudere in anticipo a causa delle proteste del fine settimana La fiera d'arte al Grand Palais termina venerdì 23 ottobre alle 19 e resterà chiusa sabato e domenica. A rimetterci saranno soprattutto le gallerie emergenti e gli artisti esordienti.
Sottopalco al concerto dei Fontaines D.C a Madrid, tra i fan più scatenati, c’era anche Pedro Sanchez Lo ha fatto sapere lui stesso, a fine serata, pubblicando su X un video del concerto con un commento entusiasta: «Per chiudere la giornata, mi godo i grandi Fontaines D.C. Spettacolari!».
Il 30 ottobre i portuali di mezzo mondo fermeranno le navi che trasportano armi I sindacati dei lavoratori portuali di sei paesi tra Europa e Mediterraneo hanno indetto una giornata internazionale di scioperi contro il traffico di armi e la militarizzazione dei porti. In Italia la protesta è diventata uno sciopero generale
La crisi abitativa sta avendo degli effetti devastanti sulla vita sessuale dei giovani Si parla tanto di “recessione sessuale” della Gen Z, ma il problema non è il desiderio: sono le pareti sottili, i coinquilini e i genitori. E in Italia, dove si esce di casa a 30 anni, la questione è ancora più seria.
Se le persone non avessero iniziato a pubblicare sui social i video dei supermercati vuoti forse i media e la politica non avrebbero mai parlato delle proteste al Sud Prima dei giornalisti e prima del governo, a raccontare cosa stava succedendo al Sud a causa delle proteste degli autotrasportatori sono stati i clienti dei supermercati, con il telefono.
In una nuova biografia viene svelata l’origine del leggendario odio di Cormac McCarthy per la punteggiatura Da studente fu pagato per "sfoltire" i saggi del '700, a cominciare da Swift. Da lì inizio a odiare virgolette e punti e virgola, e a usare le virgole col contagocce.
Paul Mescal, Daisy Edgar Jones, Jonathan Glazer, Irvine Welsh, Tilda Swinton, i Kneecap e molti altri hanno firmato una lettera in difesa di Sally Rooney «Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista», inizia così la lettera pubblicata dopo che l'editore Faber ha ritirato i libri della scrittrice irlandese dai negozi del Regno Unito per via del suo sostegno a Palestine Action.
L’AI ha scoperto nel linguaggio su cui si regge il 70 per cento dei siti web una falla gravissima che era lì da 10 anni e di cui nessuno si era mai accorto Due vulnerabilità critiche in PHP permettono di prendere il controllo dei server senza autenticarsi. Adesso si tratta di correggerle prima che AI "cattive" ne approfittino.

Cinque cose importanti sul voto in Olanda

16 Marzo 2017

Non succede spesso che un primo ministro uscente perda un quarto della sua rappresentanza in parlamento ma possa comunque dichiararsi il vincitore di una tornata elettorale, scrive Politico. In Olanda, però, a Mark Rutte ieri è successo proprio questo: il suo Partito popolare per la libertà e la democrazia rimane il più votato del Paese, e l’estrema destra di Geert Wilders è stata arginata. Le elezioni dei Paesi Bassi, secondo il magazine, ci possono lasciare almeno cinque insegnamenti.

1 – La crisi di rapporti con la Turchia ha aiutato il premier uscente. «Era un’elezione senza una vera narrazione finché non è intervenuto il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan», scrive Politico. Erdogan, che aveva tentato di inviare a un comizio a Rotterdam il suo ministro degli Esteri Çavuşoğlu e poi, incassato il niet del governo olandese, aveva proceduto a inviare comunque un altro ministro, Fatma Betül Sayan Kaya, il cui ingresso nel Paese era stato bloccato dalla polizia, causando le celebri dichiarazioni di Erdogan che vedevano «vestigia naziste» in questo modus operandi.

The Dutch Prime Minister Speaks To The Public Ahead Of The March Election

2 – Ora la questione è aperta. I risultati di ieri hanno segnato un’emorragia di voti subita dai principali partiti tradizionali: quello di Rutte mantiene la maggioranza con appena 31 seggi, lontani dai 76 che gli garantirebbero la maggioranza, e sarà costretto a corteggiare Appello cristiano democratico e i liberisti di D66, entrambi con 19 seggi. Non basterà però, e la coalizione andrà necessariamente estesa ai verdi o al Partito laburista.

3 – Il Labor ha subito una disfatta. Una delle formazioni politiche protagoniste della politica olandese, un tempo catalizzatrice di grande consenso alle urne, avrà soltanto 9 seggi nel nuovo parlamento: si tratta della più grande sconfitta del partito progressista olandese nella sua storia, presumibilmente indebolito dalla sua decisione di entrare in coalizione con Rutte nel 2012.

Geert Wilders Casts His Vote In The Dutch General Election

4 – Hanno vinto i partiti pro-Europa. E non era scontato, visto il clima che si respira nel continente: le elezioni olandesi erano viste come una specie di referendum sull’Unione europea, e i due partiti che hanno registrato un aumento di seggi significativo, Sinistra verde e D66, hanno impostato le loro campagne elettorali su posizioni marcatamente europeiste.

5 – Il dilemma ecologista. Sinistra verde ha quadruplicato i suoi seggi, portandoli da 4 a 16, per l’appunto, ma non si tratta di un risultato abbastanza largo da fare del partito ecosocialista un protagonista della politica olandese. E poi, anche se il suo leader trentenne Jesse Klaver è riuscito a diventare il capo de facto della sinistra dei Paesi Bassi, si tratta di una sinistra che non attraversa un grande periodo: nelle intenzioni di Klaver (e secondo ciò che ha dichiarato in campagna elettorale), Sinistra verde avrebbe dovuto entrare in coalizione con altri partiti socialisti o progressisti, ma i risultati delle urne dicono che non sarà così.

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