Hype ↓
20:58 domenica 16 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Pur di non sembrare pigri, i disoccupati cinesi pagano dei finti uffici in cui vanno a fingere di lavorare

Ci sono anche dei finti capi che assegnano finte mansioni, e talvolta capitano finti litigi e finti scioperi.

04 Giugno 2025

Ci sono due grossi problemi che i giovani cinesi devono affrontare in questo momento storico. Il primo è trovare un lavoro, impresa non facile, considerato il fatto che la disoccupazione nella fascia d’età 16-24 anni è ferma al 16,5 per cento (dati di marzo 2025) e non vuole saperne di scendere nonostante tutti gli sforzi politici e propagandistici del Partito comunista. Il secondo problema è cosa fare nell’attesa di trovare un lavoro. Da questa necessità sembra stia nascendo una florida industria, quella degli uffici finti per lavori finti svolti da lavoratori finti.

Come scrive Imma Bonet su El Pais, sono sempre di più le aziende che forniscono ai lavoratori in attesa di lavoro questo peculiare servizio, una sorta di co-working senza il working, uno spazio in cui essere disoccupati tutti insieme. Per un prezzo che varia dai 30 ai 50 yen al giorno (più o meno 4-7 euro), queste aziende offrono spazi completi di tutto ciò che serve per fingere di avere un lavoro: scrivanie, computer, Wi-Fi, macchinette per il caffè, tavoli per il pranzo. Ma non ci si limita soltanto alla scenografia: le offerte migliori comprendono anche dei finti capi che assegnano ai finti lavoratori delle finte mansioni da svolgere. Ci sono aziende che arrivano fino a prevedere nel pacchetto la possibilità di inscenare litigi con i colleghi o proteste, financo scioperi, contro i capi.

Certo, viene da chiedersi quanto tempo questa finzione sottragga alla ricerca di un lavoro vero. È uno dei motivi per cui queste aziende e questi servizi sono molto discusse in Cina. Da un lato, c’è chi sottolinea la loro funzione di sollievo psicologico, in un Paese in cui essere disoccupati è ancora un fortissimo stigma sociale. Dall’altro, ci sono critici che sostengono che queste aziende non servono proprio a niente, che l’unica cosa che fanno è approfittare di persone in difficoltà aggravandone ulteriormente i problemi, distraendole dalla ricerca del lavoro e ritardandone l’ingresso nella forza lavoro. In ogni caso, il fenomeno delle “pretend-to-work companies”, come sono state ribattezzate in inglese, sembra destinato a durare: su Xiaohongshu, l’equivalente cinese di Instagram, le loro pubblicità accumulano milioni e milioni di visualizzazioni, i loro canali su WeChat sono tra i più trafficati degli ultimi mesi.

Articoli Suggeriti
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano

E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

Nascere, crescere, studiare, lavorare, curarsi nel Paese delle Vacanze

L'abbandono e la turistificazione del Sud Italia non sono incidenti della storia. Tutt'altro: l'uno non sarebbe mai stato possibile senza l'altro.