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16:35 domenica 11 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

I ministri di Trump hanno aggiunto per sbaglio un giornalista in una chat in cui si discuteva di bombardamenti in Yemen

E non un giornalista qualsiasi: il direttore dell'Atlantic Jeffrey Goldberg.

25 Marzo 2025

«Poco dopo le due del pomeriggio, il mondo ha scoperto che il 15 marzo gli Stati Uniti avrebbero bombardato obiettivi Huthi in tutto lo Yemen. Io, invece, sapevo dell’attacco due ore prima che le prime bombe esplodessero. Il motivo per cui lo sapevo è che Pete Hegseth, il segretario della Difesa, alle 11:44 della mattina mi aveva inviato il piano d’attacco. Piano che includeva informazioni dettagliate su armi, obiettivi, orari. Lasciate che vi spieghi, ci vorrà un po’». Inizia così l’ultimo articolo scritto dal direttore dell’Atlantic Jeffrey Goldberg, giornalista che, una volta andato in pensione, avrà almeno due aneddoti interessantissimi da raccontare: quella volta che scrisse uno dei migliori incipit della storia recente del giornalismo e quella volta che i ministri del governo Trump lo invitarono per sbaglio in una chat in cui si discutevano le strategie militari degli Stati Uniti d’America.

Sembra l’incipit di un romanzo, quindi, essendo questi i tempi che sono, è tutto vero. Goldberg si è ritrovato in una chat Signal – piattaforma di messaggistica apprezzata per la sua sicurezza ma non così apprezzata da essere usata da funzionari governativi per discutere segreti di Stato – assieme a queste persone: Hegseth, come già detto; il segretario di Stato Marco Rubio; Tulsi Gabbard, Director of National Intelligence; Scott Bessent, ministro dell’Economia americano; il capo della Cia John Ratcliffe; Mike Waltz, consigliere per la pubblica sicurezza dell’amministrazione Trump 2; JD Vance, il vice Presidente degli Stati Uniti. Il nome del gruppo era “Houthi PC small group”. La situazione era talmente surreale, ha raccontato Goldberg, che all’inizio sembrava uno scherzo: temeva di essere vittima di un tentativo di truffa o di una campagna di disinformazione. «Non potevo credere che […] su Signal si discutessero piani di guerra di imminente attuazione».

Uno screenshot della chat in cui Golberg è stato invitato per sbaglio e in cui si discutevano le strategie militari del governo americano

Uno screenshot della chat in cui Golberg è stato invitato per sbaglio e in cui si discutevano le strategie militari del governo americano

Goldberg ha avuto la professionalità di non riportare nel suo articolo nessuna informazione che avrebbe potuto mettere a repentaglio la vita di cittadini, operativi e soldati americani, e ha pure abbandonato la chat (avrà salutato? Come avranno reagito gli altri membri quando hanno visto il messaggio “il direttore dell’Atlantic è uscito dal gruppo?) dopo aver raccolto tutto il materiale necessario all’articolo, che vi consigliamo di leggere. Si parla di Huthi, di Medio Oriente e pure di Europa: i 18 appartenenti a questo small group erano tutti d’accordo sul fatto che bombardare gli Houthi significava fare un favore all’Europa, cosa evidentemente sgradevole a detta, innanzitutto, di Vance. Quasi quasi meglio gli Huthi dell’Ue, insomma.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, esponenti e funzionari del governo americano hanno detto tutti che si tratta di un episodio imbarazzante e inaccettabile, che indagini interne verranno fatte e responsabilità trovate. Tutti tranne uno, il Presidente Trump, che sulla vicenda ha avuto da dire questo: «Non ne so niente, non sono un fan dell’Atlantic. Secondo me è un giornale sulla via del fallimento… Ma comunque non ne so nulla».

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