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11:26 venerdì 12 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Lo spot del profumo Bleu di Chanel diretto da Martin Scorsese è bello come un film

20 Maggio 2024

Mesi e mesi dopo le prime immagini del backstage della campagna diretta da Martin Scorsese con Timothée Chalamet per la fragranza maschile più famosa di Chanel, Bleu, il video della durata di un minuto e trenta secondi è infine arrivato sui nostri schermi. Anche se non siete tra i fan più accaniti del brand, dal 2019 passato nelle mani della direttrice artistica Virginie Viard, o di Timothée Chalamet, o di Martin Scorsese (certo è difficile non essere fan accaniti di nessuno di questi tre) dovrete ammettere che questa campagna è oggettivamente impossibile da criticare.

Bianco e nero, musica incalzante “alla Scorsese”, ritmo forsennato: l’attore interpreta… un attore. Si sveglia nella sua casa di New York e dalla finestra guarda l’auto che lo aspetta sotto. Sospira. Scende ed esce, tra i flash dei paparazzi, indossando una camicia a pois. Guarda in su e vede la metro passare (evidentemente la linea J, visto che non è sotterranea), i finestrini illuminati da una misteriosa luce blu (è il tema dello spot: nel bianco e nero, c’è sempre qualcosa di blu che lo attira). Ospite di un late show, Timmy parla del suo lavoro e finisce per mescolarsi col personaggio che interpreta nel film (film tutto nei toni del blu) di cui sta parlando. Alla fine si fonde con la luce blu, lanciandovisi letteralmente dentro, e riemerge per strada: passo assertivo e completo di pelle. Raccontato così forse non sembra granché, ma basta guardarlo per capire che funziona e che Scorsese ha fatto, come sempre, un ottimo lavoro.

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Di fronte alla crisi dei listini e alla disaffezione dei consumatori, la moda smette di vestire il corpo e inizia a corteggiare l’immortalità. Il benessere è l’unico accessorio capace di giustificare un listino da capogiro con la promessa di una vita migliore (e più lunga).

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È bastato un baby doll indossato da Olivia Rodrigo per scatenare una shitstorm durata settimane. Il problema più grave, però, non riguarda l'armadio della popstar ma l'idea che ci sia un modo giusto di essere giovani donne su un palco (e nel mondo).