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10:41 sabato 24 gennaio 2026
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.

Caterina Ravaglia

Vi presentiamo Caterina, il volto di copertina del nuovo numero di Studio. Modella, classe '94, ravennate. Ritratto con testo e video.

04 Giugno 2013

«Presa la maturità scientifica andrò due anni a New York, è un biennio che ti tocca se sei una modella. È un passaggio che devi fare». Atterrata al Jfk Caterina non correrà il rischio di essere riconosciuta come uno splendido volto italiano, ma quando pagherà il suo yellow cab sì, un accento coltivato sotto il sole dell’Adriatico rivelerà il suo passaporto romagnolo.

Cresciuta nella capitale dei mosaici, Ravenna, Caterina non è certo figlia dell’arte bizantina, il suo è un volto che si sposa molto di più con la dolcezza fiamminga: «Quando avevo quattordici anni, un’artista romana mi ha fotografato con un velo azzurro: voleva ritrarre una Madonna. Ora quel quadro, grande due metri per due, capeggia in salotto dai miei, e quando entrano i miei amici…» I suoi amici sono quelli da cui ritorna quando lascia Bologna, città dove si sta diplomando. «Ho scelto Bologna perché Ravenna è una cittadina nel nulla, Bologna almeno ha un aeroporto comodo per lavorare. Ma a settembre inizia la mia nuova vita. Fino a ora non ero una professionista tout court perché dovevo finire di studiare». Il lavoro l’ha trovato sedicenne sulle passerelle di Prada, Chanel, Dries Van Noten, Paul Smith: «I miei hanno avuto il tempo per abituarsi all’idea di me come modella, due anni prima, a quattordici anni ho vinto l’Elite Model Look».

Da allora ha studiato nei backstage delle sfilate o in coda al check-in, sapendo che per entrare nel futuro della moda italiana (e non solo) «bisogna essere sempre disponibili, davvero convinti. Non ho iniziato perché ero affascinata da editoriali di moda (anche se durante lo shooting di questo servizio sgranerà gli occhi parlando della scuola dei magazine londinesi, ndA) ma perché un’amica di famiglia che è stata una top mi ha raccontato una vita bellissima. Non credo che sia un mondo malato. È solo diverso». Il giorno del suo sedicesimo compleanno, Paolo Roversi la fotografa nel suo primo nudo, la vigilia di Natale si tatua un passerotto sul braccio. «Avevo paura di invecchiare». Quando non surfa in longbord, è in Provenza a testare vini biologici – «bevo solo i rossi, dei bianchi accuso i solfiti. Mi piacerebbe studiare enologia; vorrei conoscere Arianna Occhipinti, una che ha sfidato anche la politica delle vigne italiane».

Video by Tim Small

Fotografia di Alan Chies

Dal numero 14 di Studio

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