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L’UE vuole che il Canada diventi un “membro associato” dell’Unione, ma nemmeno l’Unione sa cosa vuol dire diventare un membro associato dell’UE
Ursula von der Leyen ha avanzato la proposta, il Canada si è detto interessato, resta solo da capire che cosa comporti questa proposta.
Lo status che Ursula von der Leyen ha offerto al Canada nel discorso sullo Stato dell’Unione non esiste. Non compare nei trattati europei, nessuno sa in che cosa consista esattamente, probabilmente sarà una versione rafforzata degli accordi che Bruxelles ha già con decine di altri Paesi. La presidente della Commissione ne ha parlato come di un’evoluzione del Ceta, l’accordo di libero scambio in vigore dal 2017, ma migliore. «Vogliamo portare le relazioni con il Canada al livello più alto possibile» ha detto mercoledì (16 settembre) la Presidente della Commissione europea. Il giorno dopo, davanti al Parlamento europeo, il Primo ministro canadese Mark Carney ha definito la proposta «un approccio unico e positivo che definiremo insieme» e, per rassicurare Trump, che nel frattempo aveva promesso pesantissimi dazi se il Canada avesse iniziato il percorso per diventare membro UE, ha spiegato che non si tratta di «una rappresagliama di un passo verso il futuro».
In ogni caso, il Canada non può diventare membro dell’Unione Europea. L’articolo 49 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce che per chiedere di entrare a far parte dell’Unione bisogna essere uno Stato europeo, e quella formula è sempre stata letta in un’accezione geografica che indica appartenenza territoriale al continente, con l’eccezione di Cipro, che però è uno Stato molto vicino all’Europa continentale. Modificare il trattato è possibile, ma serve l’unanimità di tutti i membri e la procedura è lunga. Da qui l’invenzione della categoria di “membro associato”, cioè di una categoria nuova, che nasce con un nome ma senza una definizione.
Unione Europea e Canada sono sempre stati in buone relazioni diplomatiche e commerciali. Quest’ultimo avvicinamento tra l’Unione e il Canada – nonostante le dichiarazioni in senso contrario di Carney – si può ovviamente leggere anche come una fuga del Canada dagli Stati Uniti di Trump, il vicino più molesto nella storia dei vicini molesti, un tormento che prosegue ininterrottamente dal 2025, tra dazi messi e tolti, abbassati e aumentati, insulti vari ed eventuali, dispute su nomi di laghi e numerosi altri corpi d’acqua dolce e salata. Come scrive Bbc, nel suo discorso al Parlamento europeo Carney ha parlato di rottura geopolitica in corso e della necessità di un nuovo ordine mondiale, spiegando che Canada e Unione non inseguono accordi a somma zero e non sono alleati per mera convenienza. Ha osservato che l’integrazione economica viene ormai usata come arma (dagli Stati Uniti, il riferimento non è esplicito ma resta evidente), con i dazi impiegati per fare pressione e i meccanismi finanziari per la coercizione. Ora lo status di membro associato andrà definito e votato, sia in Europa che in Canada.