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16:14 lunedì 7 settembre 2026
Si è scoperto che Van Gogh ha firmato solo il 15 per cento della sue opere perché tutte le altre le considerava troppo brutte per firmarle Lo ha rivelato una ricerca del Van Gogh Museum di Amsterdam, la prima dedicata esclusivamente alla firma "Vincent".
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".

I browser che abbiamo usato dal 1996 al 2019

02 Settembre 2019

Oggi Google è sinonimo di browser. Ma c’era un tempo, non troppo lontano, in cui per navigare sul World Wide Web le persone utilizzavano Internet Explorer di Microsoft. La storia dei browser è piena di colpi di scena, ora visualizzati in un video con infografiche interattive, pubblicato su Reddit da uno studente al primo anno di dottorato che si definisce un «data geek». Il video è realizzato grazie all’aggregazione di dati provenienti da diverse fonti, spiega il giovane. E mostra quella che fu una vera e propria gara tra i diversi brand dal 1996 al 2019.

Nel ’96, infatti, dopo aver sconfitto la supremazia di Netscape Navigator, il browser di Bill Gates ha iniziato la sua ascesa per abdicare infine a favore di Chrome. Il motivo del suo declino, racconta il Guardian, fu causato dall’assenza di competitor e quindi dalla mancanza di innovazione. Molte cose sono cambiate negli ultimi 23 anni. L’avvento di Firefox (nel 2002) sembrava aver cambiato le carte in tavola. Eppure, ci troviamo di nuovo di fronte a una situazione di quasi monopolio: 10 anni dopo, l’inesorabile ritirata di tutti i brand racconta un’altra storia, quella dell’incoronazione di Chrome. La preistoria, risalente ai primi anni ’90, è ripresa da Arstechnica in un articolo nostalgico su “browser dimenticati” come Erwise, Viola e Cello. Solo per veri romantici.

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Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.