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Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.

Sono stati annunciati i finalisti del Booker Prize 2023

25 Settembre 2023

Sono stati svelati i nomi dei sei libri finalisti per il Booker Prize 2023. Sul sito del premio si legge che nessuno degli autori selezionati quest’anno era mai stato nominato e addirittura tra i sei titoli ben due sono romanzi d’esordio. I libri che concorrono per il premio di quest’anno sono: The Bee Sting di Paul Murray, Western Lane di Chetna Maroo, Prophet Song di Paul Lynch, This Other Eden di Paul Harding (Un altro Eden, edito in Italia da Neri Pozza e tradotto da Massimo Ortelio), If I Survive You di Jonathan Escoffery e Study for Obedience di Sarah Bernstein.

Si tratta del premio più importante che un romanzo possa ottenere nel Regno Unito e in Irlanda. I giudici hanno considerato i romanzi pubblicati in questi due Paesi tra il primo ottobre 2022 e il 30 settembre 2023, mentre i finalisti sono stati rivelati giovedì 21 settembre. Si tratta di un’edizione abbastanza variegata per quanto riguarda la provenienza degli autori: una canadese, due statunitensi, due irlandesi e un’inglese (di origine indiana). Sempre sul sito, la giuria ha reso noto che oltre ad abbracciare temi universali quali la speranza, il senso dell’umorismo, la ricerca della pace e di appartenenza, i titoli nominati quest’anno provano a raccontare alcuni tra i problemi più urgenti della contemporaneità: le migrazioni, il cambiamento climatico, le persecuzioni ai danni delle minoranze, l’erosione delle libertà personali e l’insorgere di ideologie politiche sempre più estreme.

Nonostante siano tutti alla prima candidatura per il Booker Prize, i protagonisti del premio di quest’anno sono autori e autrici di fama già consolidata. Bernstein nel 2023 si è già guadagnata il Granta’s Best of Young British Novelists, Harding è stato vincitore del premio Pulitzer nel 2010 (con L’ultimo inverno), Lynch ha vinto svariati premi europei tra cui, nel 2022, il Gens de Mer Prize. Infine, Skippy muore di Murray era già stato candidato nella longlist del Booker Prize nel 2010, mentre sia Escoffery che Maroo hanno portato a casa il Plimpton Prize di Paris Review. La giuria di quest’anno è composta dalla scrittrice canadese Esi Edugyan, l’attrice e scrittrice britannica Adjoa Andoh, la poetessa, editrice e critica di Hong Kong Mary Jean Chan, il professore di letteratura inglese alla Columbia University James Shapiro e l’attore e scrittore britannico Robert Webb. La presidente della giuria Edugyan ha definito i romanzi di quest’anno «vivi, audaci, elettrizzanti». Il vincitore del premio sarà annunciato a Londra il 26 novembre 2023.

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