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Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.

È morto Bob Rafelson, il regista del Postino suona sempre due volte

25 Luglio 2022

Nella notte tra sabato e domenica è morto nella sua casa di Aspen, in Colorado, il regista Bob Rafelson. Aveva 89 anni e con lui c’era tutta la sua famiglia, come ha detto la moglie Gabrielle Taurek Rafelson. Come ricorda il Guardian, Rafelson era stato uno dei protagonisti della Nuova Hollywood, un movimento di registi che negli anni Settanta trasformò il cinema popolare americano superando definitivamente il modello dello studio system. Rafelson, però, la sua carriera l’aveva cominciata in televisione. Scrisse diversi episodi di The Witness e di The Greatest Show On Earth, e nel 1967 vinse un Emmy in quanto autore – assieme a Bert Schneider – della outstanding comedy series di quell’anno: lo show dei Monkees, la band che Rafelson e Schneider avevano “inventato” nel 1965. Un’intuizione, quella dei Monkees, di cui Rafelson si è sempre detto orgoglioso: in più occasioni ha raccontato che quando gli venne l’idea non aveva mai nemmeno sentito parlare dei Beatles, e che la decisione di costruire una serie tv attorno alla band lui l’aveva già presa quando A Hard Day’s Night non era neanche un’idea.

Ma Rafelson voleva fare il cinema. In parte, era una questione di famiglia: lo sceneggiatore del Cantante di jazz Samson Raphaelson era suo lontano parente, e Rafelson ha raccontato che all’inizio della sua carriera fu lui a dargli una mano a capire come funzionava Hollywood. Al college, poi, aveva fatto amicizia con Buck Henry e si era appassionato al cinema di Yasujirō Ozu mentre era di stanza in Giappone con l’esercito degli Stati Uniti. È così che Rafelson divenne parte della Nuova Hollywood, il gruppo di registi giovani e ribelli del quale facevano parte anche Martin Scorsese, Brian De Palma, Francis Ford Coppola e Steven Spielberg. Cinque pezzi faciliIl re dei giardini di Marvin furono i due film con i quali Rafelson divenne uno dei protagonisti di questa nuova generazione di cineasti americani. Entrambi i film raccontavano le degenerazioni del sogno americano, le prime crepe in un mito che fino a quel momento era parso inscalfibile. Jack Nicholson era il protagonista di entrambe le pellicole (diventerà un po’ il suo attore feticcio, protagonista nel 1981 anche del suo film più noto e amato, Il postino suona sempre due volte), nella prima interpretava un pianista di successo che sognava una vita da proletario e nella seconda il conduttore di un late night talk show radiofonico alle prese con la depressione. Per Cinque pezzi facili Rafelson ottenne due candidature agli Oscar nel 1971, nella categoria “Miglior film” e in quella per la migliore sceneggiatura.

Diventato uno dei registi più affermati della sua generazione, Rafelson cominciò a produrre i film di altri giovani autori: tra questi, i più noti sono sicuramente L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich e Easy Rider di Dennis Hopper. Francis Ford Coppola, spiegando l’importanza del lavoro di Rafelson in quel periodo della storia del cinema americano, lo definì «uno dei più importanti autori cinematografici dell’epoca». Sua moglie Gabrielle ha detto che di tutti i suoi film, quello che Rafelson considerava il migliore era Le montagne della luna del 1990, il racconto della ricerca della sorgente del Nilo di Sir Richard Burton and John Hanning Speke.

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