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Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
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Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
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È morto Bob Rafelson, il regista del Postino suona sempre due volte

25 Luglio 2022

Nella notte tra sabato e domenica è morto nella sua casa di Aspen, in Colorado, il regista Bob Rafelson. Aveva 89 anni e con lui c’era tutta la sua famiglia, come ha detto la moglie Gabrielle Taurek Rafelson. Come ricorda il Guardian, Rafelson era stato uno dei protagonisti della Nuova Hollywood, un movimento di registi che negli anni Settanta trasformò il cinema popolare americano superando definitivamente il modello dello studio system. Rafelson, però, la sua carriera l’aveva cominciata in televisione. Scrisse diversi episodi di The Witness e di The Greatest Show On Earth, e nel 1967 vinse un Emmy in quanto autore – assieme a Bert Schneider – della outstanding comedy series di quell’anno: lo show dei Monkees, la band che Rafelson e Schneider avevano “inventato” nel 1965. Un’intuizione, quella dei Monkees, di cui Rafelson si è sempre detto orgoglioso: in più occasioni ha raccontato che quando gli venne l’idea non aveva mai nemmeno sentito parlare dei Beatles, e che la decisione di costruire una serie tv attorno alla band lui l’aveva già presa quando A Hard Day’s Night non era neanche un’idea.

Ma Rafelson voleva fare il cinema. In parte, era una questione di famiglia: lo sceneggiatore del Cantante di jazz Samson Raphaelson era suo lontano parente, e Rafelson ha raccontato che all’inizio della sua carriera fu lui a dargli una mano a capire come funzionava Hollywood. Al college, poi, aveva fatto amicizia con Buck Henry e si era appassionato al cinema di Yasujirō Ozu mentre era di stanza in Giappone con l’esercito degli Stati Uniti. È così che Rafelson divenne parte della Nuova Hollywood, il gruppo di registi giovani e ribelli del quale facevano parte anche Martin Scorsese, Brian De Palma, Francis Ford Coppola e Steven Spielberg. Cinque pezzi faciliIl re dei giardini di Marvin furono i due film con i quali Rafelson divenne uno dei protagonisti di questa nuova generazione di cineasti americani. Entrambi i film raccontavano le degenerazioni del sogno americano, le prime crepe in un mito che fino a quel momento era parso inscalfibile. Jack Nicholson era il protagonista di entrambe le pellicole (diventerà un po’ il suo attore feticcio, protagonista nel 1981 anche del suo film più noto e amato, Il postino suona sempre due volte), nella prima interpretava un pianista di successo che sognava una vita da proletario e nella seconda il conduttore di un late night talk show radiofonico alle prese con la depressione. Per Cinque pezzi facili Rafelson ottenne due candidature agli Oscar nel 1971, nella categoria “Miglior film” e in quella per la migliore sceneggiatura.

Diventato uno dei registi più affermati della sua generazione, Rafelson cominciò a produrre i film di altri giovani autori: tra questi, i più noti sono sicuramente L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich e Easy Rider di Dennis Hopper. Francis Ford Coppola, spiegando l’importanza del lavoro di Rafelson in quel periodo della storia del cinema americano, lo definì «uno dei più importanti autori cinematografici dell’epoca». Sua moglie Gabrielle ha detto che di tutti i suoi film, quello che Rafelson considerava il migliore era Le montagne della luna del 1990, il racconto della ricerca della sorgente del Nilo di Sir Richard Burton and John Hanning Speke.

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