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17:48 mercoledì 29 aprile 2026
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.

Com’è cambiata la Birmania alle urne?

09 Novembre 2015

Ieri si sono tenute in Birmania (com’è anche conosciuto il Myanmar) le prime elezioni libere da 25 anni a questa parte. Stamattina il partito della celebre attivista Aung San Suu Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia, ha annunciato di aver vinto con oltre il 70% delle preferenze (un calcolo che considera che il 25% dei seggi del parlamento sono riservati ai membri scelti dall’esercito, e quindi non eletti).

La chiamata alle urne, che il mondo ha osservato con particolare attenzione, è stata la prima da quando la dittatura militare precedentemente al potere è decaduta, nel 2011. A seguito di ciò la Birmania, che viene comunemente inserita nei Paesi in via di sviluppo, ha subito (e sta ancora subendo) profondi cambiamenti. Il Wall Street Journal ha provato a riassumerli in tre blocchi (cosa è cambiato, cosa non è cambiato e qual è il ruolo di San Sun Kyi). Nonostante sia ancora uno dei luoghi più poveri dell’Asia (e la sua capitale, Yangon, una delle città meno sviluppate) l’economia urbana e locale ha fatto netti passi avanti. Il Pil del Paese è aumentato quasi dell’8% nel 2014 e l’assenza del controllo della giunta militare ha portato a effetti collaterali come l’esplosione dell’utilizzo di telefoni cellulari, e la triplicazione della sottoscrizione di  relativi contratti telefonici.

Un altro degli aspetti fondamentali del nuovo Myanmar è stato la restaurazione della libertà politica e di stampa. Dal 2011 sono stati rilasciati più di 1500 prigionieri politici e il Paese ha risalito la classifica dell’Indice sulla libertà di stampa di diverse posizioni, peraltro superando la Cina.

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Proprio la forte militarizzazione del Paese è l’aspetto che meno è cambiato. Nonostante non abbia più il controllo formale della nazione, l’apparato militare continua a condizionare pesantemente l’economia. Le spese legate alla difesa hanno continuato a crescere, e quella militare ammonta tuttora al 3,7% del Pil, un rapporto maggiore anche di quello omologo degli Usa. Lo sviluppo urbano non è stato tuttavia seguito da un’evoluzione omogenea delle aree rurali. Circa il 70% della popolazione che vive al di fuori delle città infatti, a oggi ad esempio utilizza la legna da ardere come principale sorgente d’energia. 

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Il grafico del WSJ, pubblicato prima del voto, sottolinea come un ipotetico successo di San Suu Kyi, premio Nobel per la pace del 1991 e rilasciata nel 2010 dopo diversi anni di reclusione, avrebbe potuto rappresentare l’inizio del riscatto democratico del Paese. Le elezioni di domenica infatti sono state uno dei risultati dell’opera di contestazione della Kyi durante il precedente voto dello scorso luglio, quando il Parlamento militare ha di fatto bloccato la sua ascesa a presidente e rifiutato i cambiamenti alla costituzione proposti dal suo partito (tra gli altri, soprattutto la revoca del potere di veto dell’apparato militare sulle questioni politiche nazionali).

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