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12:41 lunedì 3 agosto 2026
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.

“Star system” e pubblicità

06 Luglio 2011

Durante i primi giorni dello scorso dicembre, spuntò uno spot pubblicitario che ci regalò ore e ore di entusiasmo e grosse risate. Parliamo ovviamente dello spot per il libro Il Labirinto Femminile di Alfonso Luigi Marra. Se non l’avete mai visto, avete la possibilità di recuperare ora, cliccando con decisione qui. Oltre a svariati chili di spensieratezza, lo spot di Marra ci regalò una grande interpretazione di Manuela Arcuri, giunonica attrice italiana (è stata iscritta all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma) che, dopo essere stata oggetto di milioni di preghiere al “Dio Onan” grazie ai suoi calendari, ha detto la sua anche nel mondo del cinema e della televisione. Imprescindibili pellicole come Teste di Cocco o Bagnomaria (dove è accreditata come “la bombolonaia”) o prodotti catodici quali Carabinieri o Imperia: La Grande Cortigiana. Il suo successo in Italia, durante i primi anni di questo nuovo secolo, è strato talmente esaltante che vi ricordo che il 19 luglio del 2002, sul lungomare di Porto Cesareo spuntò una sua statua a grandezza naturale, ingiustamente rimossa il 30 marzo del 2010. Poi, un po’ per colpa dell’età, un po’ per colpa di uno mondo ingiusto che non ha dato a Manuela ciò che evidentemente spetta a Manuela, la luce dei riflettori s’è fatta sempre più tenue, e la nostra ha rischiato di scomparire. Lo spot de Il Labirinto Femminile ce l’ha riportata invece in auge e soprattutto ha fatto nascere in noi una riflessione: come diamine vengono scelti i testimonial nel mondo della pubblicità.

Parliamoci chiaro: Alfonso Luigi Marra è un genio. Dopo l’esperienza con la Arcuri, ha chiamato Karima El Marough (aka Ruby), in quel momento la donna più chiacchierata del nostro paese. Successivamente, quando ormai chiunque s’era stancato di sentire parlare della nipote di Mubarak, è stata la volta Lele Mora. Poi è arrivata Sara Tommasi, per l’occasione travestita da Osama Bin Laden. Insomma, Marra, o colui che si occupa della sua strategia comunicativa, ha il polso della situazione italiana. I suoi testimonial sono azzeccati, sono sulla cresta dell’onda, sono le persone di cui tutti parlano. Per quanto il “successo” di Alfonso Luigi possa risultare misterioso, per quanto possa risultare incredibile che personaggi del genere gettino (ancora di più) alle ortiche una loro inesistente credibilità per un’opera che si occupa dello “strateggismo sentimentale che ha enormemente rallentado il cammino della civiltà”, le scelte operate in ambito comunicativo sono ineccepibili. O quanto meno, decisamente più oculate da quelle di ditte ben più note e, si immagina, danarose.

Fa un certo effetto ascoltare gli spot radiofonici in questo periodo. Immagino anche “guardare gli spot televisivi”, ma faccio parte di quella snobissima élite che nelle cene in terrazza dice distratta: “sai, io non ho la televisione”. (In realtà guardo tutto in Rete, ovvio, ma mi garba fare la figura dello scemo senza televisione). Dopo aver scelto come testimonial per la stagione invernale Sabrina Ferilli, una famosa ditta di poltrone e divani, s’è accaparrata Teo Teocoli. Punto primo: Sabrina Ferilli. Per quale motivo si sceglie Sabrina Ferilli nel 2011 per vendere una poltrona? Che tipo di pubblico si cerca di agganciare? Il calendario parla chiaro e, non me ne voglia la ancora oggi raggiante Ferilli, il fascino non è quello di una Melissa Satta. In più, se escludiamo le sue partecipazioni ai cinepanettoni e a prodotti televisivi non particolarmente esaltanti, la Ferilli non sembra essere in una fase ascendente della sua carriera. Discorso diverso per Teo Teocoli che negli spot in onda in questi giorni ricicla Felice Caccamo, personaggio apparso per la prima volta in televisione ventuno anni fa, nel 1990. Certo, chi esce di casa per comprare un divano, probabilmente non ha 18 anni, ma non per questo sembra giusto scomodare qualcosa che sembra appartenere a un’altra epoca. Lo stesso lo si può dire per il povero Diego Abatantuono che, per una serie di spot per delle autovetture, si rigioca la carta del “terrunciello”, personaggio giunto al successo nel 1981 con il film Il Tango della Gelosia, diretto dal compianto Steno. Dal 1981 ad oggi sono passati, lo dico per i più distratti, trent’anni. Non è forse giunto il momento di cambiare, di affidarsi a qualcosa di più fresco, attuale, giovanile? Il mercato pubblicitario italiano funziona: è evidentemente ricco e spesso è curato più delle produzioni cinematografiche nostrane. Quello che stupisce è il suo mondo di riferimento: i protagonisti degli spot sono quasi sempre, lavorativamente parlando, vecchi o con pochissimo appeal. Perché? Quali logiche seguono gli addetti al casting? Domande che però scompaiono, implodono, si volatilizzano, lasciando dietro di loro un alone di dubbi degno di una puntata di Mistero con Raz Degan, nel momento in cui si sente la voce di Ezio Greggio pubblicizzare una famosa macchina giapponese.

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