Il piano era di proiettarlo nelle sale americane per tutto il mese di luglio, ma ovviamente qualcuno ne ha fatto un video con lo smartphone.
C’è un nuovo problema con l’Odissea di Nolan: l’accento americano degli attori
Nel primo teaser del film Tom Holland e gli altri attori utilizzano una marcata cadenza americana, particolare che ha indispettito molti fan.
Non c’è pace per l’Odissea di Christopher Nolan. Mentre il regista è ancora impegnato sul set, il primo, breve teaser del film continua a stare al centro del dibattito cinematografico. Alla pubblicazione della prima foto ufficiale, l’elmo indossato da Matt Damon aveva suscitato le ire degli accademici. Poi a far discutere è stato il prevedibile leak del teaser, che Universal ha voluto distribuire in esclusiva per tutto il mese di luglio solo nei cinema statunitensi, scatenando le ire dei cinefili non americani, costretti ad accontentarsi di immagini rubate da qualche furbacchione americano.
Ora a tenere banco nelle conversazioni online tra appassionati è un altro particolare emerso dal teaser, che può sfuggire al pubblico italiano perché riguarda la cadenza dell’inglese parlato dagli attori protagonisti. Jon Bernthal, Tom Holland e Robert Pattinson, gli unici tre interpreti a parlare nel breve promo, pronunciano le loro battute utilizzato un accento marcatamente americano. Solo Bernthal è però statunitense.
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Word of Reel viene in aiuto allo spettatore non anglofono confuso da questa polemica, spiegando come a Hollywood ci sia una convenzione che vuole che gran parte dei period movie, i film d’ambientazione storica, siano recitati con accento inglese quando non ambientati negli Stati Uniti. Questa convenzione è ancor più radicata per quelli ambientati in epoche pre medievali, per esempio nell’antica Roma o, nel caso dell’Odissea, nella Grecia dei poemi epici. Difficile scorrere il catalogo di film storici girati a Hollywood e trovarne uno in cui gli attori non recitino accento britannico.
Non c’è un motivo preciso alla base di quella che è una tradizione, una convenzione con cui Nolan sembra deciso a rompere. Potrebbe avere a che vedere con il fatto che l’accento britannico all’orecchio statunitense suona più impostato e “antico”, ma non esiste una vera risposta sul perché sia così. Ma è un’abitudine ormai radicatissima, come si vede dalle reazioni tra lo stranito e il contrariato suscitate dalla parlata dei protagonista dell’Odissea di Nolan.
È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
«Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Il 14 marzo di 30 anni fa usciva PK – Paperinik New Adventures. All'epoca, il nuovo Paperinik era talmente diverso dal resto del fumetto nostrano che in tanti faticarono a capirlo. Oggi, quelle storie sono ricordate con la nostalgia e l'affetto che si devono ai classici.
Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.