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02:17 martedì 25 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

I rischi e le opportunità dell’attacco di Trump in Siria, secondo il Times

07 Aprile 2017

Com’è noto, nella notte di giovedì il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un attacco su una base aerea dell’esercito siriano situata nei dintorni di Homs, distruggendola coi razzi di due navi da guerra di stanza nel Mediterraneo, la USS Porter e la USS Ross. Trump ha motivato la scelta, del tutto imprevista e in controtendenza rispetto alle sue posizioni precedenti, chiamando in causa «interessi di sicurezza vitale nazionale» americani nella non-proliferazione dell’utilizzo di armi chimiche, quelle che pochi giorni prima avevano colpito e ucciso 72 civili, tra cui molte donne e bambini.

SYRIA-CONFLICT-HOMS

La mossa del presidente, scrive il New York Times, gli permette di presentare un aut aut alla Russia: o acconsentirà al regime change, cioè alla deposizione del suo alleato Bashar al-Assad, oppure gli Stati Uniti amplieranno il raggio del loro intervento militare. Ma si tratta di una scelta rischiosa: la Russia ha investito moltissimo, su un piano di forza militare, in Siria, ed è difficile pensare che vorrà mollare la presa facilmente. In secondo luogo Trump, che ha piuttosto evidentemente cercato un coup de théâtre per risollevare l’immagine internazionale di un’amministrazione apparsa già allo sbando, dopo nemmeno tre mesi dall’insediamento, rischia di complicare il raggiungimento del suo primo obiettivo: sconfiggere lo Stato islamico. Se la Siria capitolasse come Stato, potrebbe diventare un rifugio per il jihadismo estremista, «che è esattamente ciò che Trump vuole evitare», scrive il quotidiano americano.

Esiste anche un terzo rischio, se così si può chiamare: che Trump non abbia la minima idea di come procedere da qui in avanti. D’altronde il piano di negoziazione di John Kerry è fallito da tempo, e il nuovo segretario di Stato, Rex Tillerson, non ha mostrato alcuna volontà di organizzarne un altro. Lo stesso Trump, anzi, in un’intervista sullo stesso Times di un anno fa, non sapeva indicare in quale caso avrebbe usato la forza militare per difendere una popolazione straniera da un dittatore sanguinario. Andrà capito, dunque, se il nuovo commander-in-chief è in grado di andare oltre le simboliche manifestazioni di forza; e, se sì, come.

Nelle immagini: in testata una bomba esplosa a Kobane nel 2014; nel testo un palazzo distrutto dalle forze di Assad a Homs nel 2013 (Getty Images)
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