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In Spagna sono impazziti per la storia dell’ananas nel carrello della spesa

Significa: sono single, cerco compagnia. Ma le cose sono degenerate.

04 Settembre 2024

La sapete quella dell’ananas nel cestello della spesa? Non è una barzelletta: è un modo di segnalare, al supermercato, che si è single e in cerca di compagnia. Proprio lì, in quel momento. A dirla tutta l’ananas capovolto è un famoso simbolo scambista: ma la parte della redazione di Rivista Studio che è cresciuta a Milano sa bene che l’utilizzo del frutto tropicale era invece diffuso senza particolari volontà di “swinging”, e specialmente in un supermercato cittadino (l’Esselunga di viale Papiniano, a due passi dal carcere di San Vittore e dalla Basilica di Sant’Ambrogio). Era, questo, chiamato il supermercato dei single. Quindi: inserendo nel proprio carrello o cestello un ananas, si dichiarava: sono libero/a, e non sono qui per fare la spesa.

È possibile che questo segno carbonaro esista e prosperi in diverse parti d’Italia – in tal caso scrivetecelo, potrebbe tornare utile per la community, come si dice – ma è certo che è uscito dai confini nazionali. Siamo rimasti sorpresi, infatti, a leggere un articolo della Bbc che parla del “pineapple-gate” in Spagna. Il funzionamento è esattamente come quello spiegato poco sopra. Si legge: «Negli ultimi giorni, molti spagnoli single si sono recati alle sedi locali della catena di supermercati Mercadona tra le 7 e le 8 di sera, sperando di trovare un’avventura sentimentale, specialmente se mettevano un ananas al contrario nel loro carrello della spesa». A quanto pare è merito (o colpa) della comica Vivy Lin, che ha postato uno sketch sul suo TikTok mostrando proprio l’usanza che credevamo radicata nella tradizione meneghina.

I più arrabbiati sono i dipendenti della Mercadona: che si sono trovati a pulire e sistemare un vero caos di prodotti rovesciati e invenduti, mentre la performance dell’ananas andava in onda tra i corridoi. Speriamo finisca presto, e che si possa tornare a capovolgere ananas senza attirare troppo l’attenzione.

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