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20:32 lunedì 18 maggio 2026
C’è un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestite d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.

La cittadinanza ai sudtirolesi è un atto ostile verso l’Italia?

A Vienna stanno pensando di fare avere la doppia cittadinanza agli abitanti dell'Alto Adige: la dichiarazione ha allarmato un po’ di gente.

19 Dicembre 2017

Ci sono casi in cui il tono conta più dei contenuti: un esempio è quello che sta succedendo in tra Austria e Italia. A Vienna si è appena insediato un governo che è una coalizione tra la destra e l’estrema destra: guidato dall’ÖVP, include anche il FPÖ, un partito nazionalista e radicale che alcuni analisti considerano in odore di neo-nazismo. Appena insediato il governo, è arrivato l’annuncio: Vienna starebbe pensando di offrire la cittadinanza austriaca ai sudtirolesi. Il condizionale è d’obbligo perché la notizia arriva da un parlamentare, non un ministro, né risulta che sia stata attivata alcuna procedura. «I sudtirolesi potranno richiedere la cittadinanza austriaca già nel 2018, al più tardi all’inizio del 2019», ha detto Werner Neubaur, un deputato FPÖ che è anche membro del Comitato per il Sudtirolo dello stesso parlamento. Come ricorda Le Monde, la concessione del passaporto ai sudtirolesi fa parte del programma di governo del FPÖ.

Com’era facile prevedere, la dichiarazione ha allarmato un po’ di gente: «L’Europa ha chiuso la stagione dei nazionalismi», ha commentato Antonio Tajani, il presidente dell’europarlamento. «Vienna ci umilia», s’è indignata Giorgia Meloni. Il Sudtirolo, o Alto Adige, rappresenta una ferita non del tutto richiusa nelle relazioni italo-austriache. Si tratta della provincia autonoma di Bolzano, che fino al 1919 era parte dell’Austria, dove una buona parte della popolazione parla tedesco, e dove la nostalgia per il passato austriaco si fa ancora sentire. In Alto Adige c’è un movimento secessionista, che tra gli anni ’50 e ’80 ha anche condotto azioni terroristiche. L’Austria ha sempre considerato il Sudtirolo un affare (anche) suo: nel 1960 ha portato la questione all’Onu, da lì sono nati dei negoziati che sono andati avanti fino agli anni ‘90, per una maggiore autonomia.

Quella di Neubaur era soltanto una boutade o è l’inizio di qualcosa di concreto? Ma, soprattutto, è un atto ostile nei confronti dell’Italia?

Sudtirol Alto Adige

Soltanto il tempo potrà dare una risposta alla prima domanda. Venendo alla seconda domanda, invece, siamo nel classico caso in cui il tono – e soprattutto il contesto – potrebbe essere più importante del contenuto. Sulla carta, infatti, l’idea di concedere la cittadinanza austriaca ai sudtirolesi che ne facciano richiesta (e soltanto a quelli che ne facciano richiesta) è meno assurda o estremista di quanto non si tenderebbe a pensare, perché si tratterebbe di concedere la cittadinanza di persone di origine austriaca.

È una cosa che fanno già molti Paesi. La Germania consente di ottenere la cittadinanza tedesca alle persone di origine tedesca che vivono nell’Europa orientale, probabilmente discendenti di contadini tedeschi emigrati a Est. L’Italia prevede il «riconoscimento del possesso della cittadinanza agli stranieri discendenti da avo italiano emigrato». Per quanto ci piaccia pensare di avere superato l’idea di stati nazione legati all’idea di sangue, questo passaggio in buona parte dell’Europa non è ancora avvenuto. È una cosa che può non piacere (a me non piace un gran che) però non è un’anomalia.

Il problema però sta nei modi, nel come e quando. Le parole di Neubaur sembrano pensate apposta per gettare benzina sul fuoco, mettere a disagio l’Italia e ricordare alla comunità internazionale di che pasta è fatto il suo partito. Per come è stata fatta quella dichiarazione (unilateralmente, appena insediato il governo) e per la delicatezza del tema trattato. Il Sudtirolo è stato in passato, un motivo di forti tensioni tra Roma e Vienna, tensioni che soltanto anni di negoziati diplomatici hanno fatto rientrare e adesso il FPÖ le vuole fare riemergere. È anche un modo di accontentare la sua base e mandare un messaggio agli altri. Il partito infatti arriva da una tradizione di pan-germanesimo, l’ideologia estremista che vuole riunire tutti i popoli di lingua tedesca: vedono il Sudtirolo come loro non tanto perché lo era prima della Grande guerra, ma perché è abitato da persone che parlano tedesco. Il pan-germanesimo, che è imparentato col nazismo, è considerate uno degli elementi più inquietanti del FPÖ, che a sua volta è considerato uno dei partiti più inquietanti dell’Europa. Nel 2000 l’Unione europea arrivò a imporre sanzioni all’Austria perché aveva incluso il FPÖ nella coalizione di governo. Adesso però siamo nel 2017 e gli estremisti ci tengono a fare sapere che non hanno paura: non dobbiamo neppure nasconderci.

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