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16:05 domenica 9 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

A Different Man, il film A24 appena presentato al Sundance, è l’Elephant Man della nostra generazione

22 Gennaio 2024

Parlando del film, The Hollywood Reporter ha citato il famoso episodio di The Twilight Zone, dal titolo “Eye of the Beholder”, in cui gli esseri umani si rivelano essere dei freak emarginati della società. Rivelando una trama contorta, oscura e anche comica che fa pensare al recente Sick of Myself, A Different Man, appena presentato al Sundance, racconta la storia di un aspirante attore affetto da neurofibromatosi che riesce miracolosamente a guarire, per poi ritrovarsi a desiderare la vita che aveva prima, quando il suo viso era ancora deforme, perché un ruolo teatrale basato sulla sua vita viene assegnato a un altro attore.

A interpretare la prima versione del protagonista è l’attore e attivista britannico realmente affetto da neurofibromatosi Adam Pearson, già protagonista di Chained for Life, sempre diretto da Aaron Schimberg (2019), e già visto anche in Under The Skin di Jonathan Glazer del 2013. Nel cast ci sono anche Renate Reinsve (The Worst Person in the World) e Sebastian Stan (conosciuto soprattutto per la sua interpretazione di Winter Soldier/Bucky Barnes nel Marvel Cinematic Universe), doverosamente truccato per ricreare un effetto simile a quello della malattia finché, guarendo, non rivela il suo vero volto.

Secondo quanto si evince dalle prime recensioni, A Different Man è prima di tutto un film molto divertente. IndieWire l’ha definito un thriller «brillante e spassosissimo» e anche Variety ha elogiato il suo «oscuro senso dell’umorismo», raccontando come durante la proiezione il pubblico del Sundance sia rimasto rapito dagli sviluppi della «sceneggiatura tortuosa», da una scena di sesso «strana e kinky» che ha fatto «dimenare le persone sulle poltroncine» e anche un po’ di «gore» che ha provocato «urla tra il pubblico». Ma questo è quello che si legge nell’articolo sulla reazione delle persone sala: qui trovate la vera recensione (anche qui viene citata Twilight Zone), in cui si sottolinea come il film, pur facendo molto ridere, sollevi importanti domande sul rapporto tra identità e rappresentazione e sull’apparenza.

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